domenica 27.05.2018
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Parchi, foreste e Natura 2000

IT4050031 - SIC-ZPS - Cassa di espansione del Torrente Samoggia

Superficie: 145 ettari
Province e Comuni interessati: BOLOGNA (San Giovanni in Persiceto, Anzola dell'Emilia)

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4050031

Note esplicative al formulario

Enti gestori  

Regione Emilia-Romagna  

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione

Misure Specifiche di Conservazione - Realizzazione 

Descrizione e caratteristiche

531 Veduta aerea della Cassa del Samoggia. Foto Comune San Giovanni in PersicetoLa Cassa di Espansione del Torrente Samoggia si trova in località Le Budrie del Comune di San Giovanni in Persiceto in Provincia di Bologna. Situata in sinistra idraulica nel medio corso del Torrente Samoggia, si estende per un centinaio di ettari. Le escavazioni per la costruzione della cassa hanno avuto inizio circa 15 anni fa e i lavori di scavo per il prelievo di argille e per la realizzazione delle opere di ingresso e deflusso delle acque sono terminati nel 2011. La realizzazione della cassa di espansione ha previsto fin dalla sua ideazione progettuale una sistemazione ambientale concomitante con la sua funzione idraulica. Una vasta porzione di territorio, destinato precedentemente ad agricoltura intensiva, ospita habitat attualmente in evoluzione, che andranno a ripristinare un grado di biodiversità di evidente portata, che costitusce uno dei più importanti nodi ecologici della pianura bolognese, con sicuro riflesso positivo sull’assetto ecosistemico di larga scala. L’escavazione di terra ha determinato la creazione di ampi bacini, la libera evoluzione di aree lasciate incolte ha comportato la formazione di praterie arbustate, mentre il rimboschimento di ampie porzioni ha contribuito alla nascita di habitat boschivi. Gli habitat rinvenibili nella cassa sono risultati in questa fase piuttosto omogenei, trattandosi per lo più di aree realizzate in tempi relativamente recenti. Tuttavia le zone scavate per prime hanno mostrato una progressiva e veloce evoluzione soprattutto dal punto di vista vegetazionale. Il tipo di terreno e le condizioni ambientali hanno fortemente indirizzato lo sviluppo delle specie legnose e sono osservabili per lo più associazioni a Salico-Populetum con alcune specie pioniere di Salix spp. e presenze diffuse di giovani esemplari di Populus alba. La maggior parte di queste formazioni sono ancora giovani ma si ravvisa già la loro strutturazione in habitat di interesse conservazionistico. L’ambiente acquatico è risultato composto da due zone umide principali con acque permanenti. Sono poi rinvenibili, soprattutto nella parte a sud della cassa, numerose raccolte d’acqua temporanee di diverse dimensioni. Le imponenti arginature perimetrali della cassa ospitano un cotico erboso ormai consolidato anche se in alcune zone sono presenti ampi popolamenti di specie erbacee pioniere quali Tussilago farfara. I dintorni della cassa sono costituiti per lo più da colture estensive e frutteti. All’interno del sito è compresa l’asta fluviale del Torrente per un tratto di circa 4 km, compresi tra l’abitato delle Budrie e la linea ferroviaria Bo-Vr. Nella parte più settentrionale del tratto considerato sono presenti meandrizzazioni ed anse, attive o scollegate dall’alveo del Torrente, che conservano ambienti meritevoli di tutela.  Con i requisiti evolutivi sopra citati, permangono cinque habitat d’interesse comunitario dei quali tre acquatici rispettivamente di vegetazione effimera (3130) o perenne galleggiante e fluttuante del 3150 e 3260, più margini ad alte erbe del 6430 e tratti di bosco ripariale di salici e pioppi del 92A0.

Vegetazione

531 Centaurium erythraea. Foto Stefano BassiLa zona umida ospita una comunità vegetale idrofitica semplificata (Potamogeton natans, Myriophyllum spicatum) dovuta alla sua recente realizzazione. Praterie umide, mesofile e cespuglieti, tutti di neoformazione, non possono essere considerati come habitat, tuttavia la compagine floristica inizia ad annoverare presenze affatto banali, quali due specie molto particolari tipiche di ambienti umidi argillosi marginali di recente colonizzazione, come il centauro giallo (Blackstonia perfoliata) ed il centauro maggiore (Centaurium erythraea), oltre all’enula laurentiana (Inula britannica), appariscente Composita legata allo stesso habitat. Queste specie caratterizzano neoformazioni successive alle rapide, effimere e talvolta spettacolari colonizzazioni a Sinapis arvensis e altre Crucifere quali le invasive ma anche preziose Diplotaxis (ruralis, erucoides). Talune elofite di rapida colonizzazione e abbastanza banali (Typha latifolia, Phragmites australis) sono destinate a fissare i presupposti per ulteriori sviluppi vegetazionali, così come le compagini a salici e pioppi, la cui maturazione strutturale ed ecologica può avvenire in tempi anche relativamente rapidi, nel contesto - non dimentichiamo - agricolo ed edificato della circostante antropizzatissima pianura bolognese.

Fauna

In questo contesto, così come evidenziato da monitoraggi naturalistici effettuati con cadenza regolare negli ultimi anni, sta insediandosi una diversificata comunità animale e vegetale, con un indubbio incremento della biodiversità e della presenza di specie rare. In particolare sono da evidenziare la colonia di oltre 60 coppie di topino (Riparia riparia), la nidificazione della sterna comune (Sterna hirundo) sugli isolotti, il martin pescatore (Alcedo atthis), il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), l’oca selvatica (Anser anser), il gambecchio (Calidris minuta), il falco di palude (Circus aeruginosus), lo smeriglio (Falco columbarius), lo svasso maggiore (Podiceps cristatus), il mignattino piombato (Chlidonias hybrida), il gruccione (Merops apiaster), lo strillozzo (Miliaria calandra) e tanti altri. Di rilevante importanza la presenza della testuggine palustre europea (Emys orbicularis) che sta colonizzando i bacini di recente escavazione; questi hanno caratteristiche tali da garantire in futuro una buona permanenza ed espansione della popolazione di questa testuggine. Gli anfibi, tra i più pronti a colonizzareambienti umidi di neoformazione, annoverano Raganella e Rospo smeraldino, più (da approfondire) rane verdi. Come per altre analoghe situazioni, si lamenta la presenza invasiva di specie esotiche quali Nutria e Tartaruga palustre americana Trachemys scripta.

Per saperne di più

Unione Terre d'Acqua

Il territorio del Consorzio della Bonifica Renana

Cartografia

Carta di dettaglio

Inquadramento territoriale

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Pubblicato il 02/12/2011 — ultima modifica 06/03/2018
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