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Parchi, foreste e Natura 2000

Lasca

LascaChondrostoma genei (Bonaparte, 1839)

Caratteri distintivi:  La lasca è un ciprinide di medie dimensioni; raramente raggiunge infatti i 25 cm di lunghezza. Il muso prominente e la bocca che si apre verso il basso, caratteristici della lasca, costituiscono un adattamento alla particolare modalità impiegata da questo pesce per alimentarsi; egli infatti raccoglie direttamente sul fondo il materiale e talora i piccoli invertebrati di cui si nutre.

Habitat: Specie gregaria abita le acque correnti a fondo sabbioso e ghiaioso.

Ecologia: La lasca è una delle specie più diffuse nella fascia di alta pianura e nel tratto intermedio dei corsi d'acqua, compresi quelli minori.

Distribuzione e status in regione: Un tempo ad ampia distribuzione è oggi presente con popolazioni isolate e altamente frammentate. In forte riduzione per cause antropiche.

Interesse conservazionistico: Alto valore conservazionistico.La specie è inclusa nell’Allegato II (specie di interesse comunitario che richiede la designazione di zone speciali di conservazione) della Direttiva Habitat 92/43/CEE. Inclusa tra le specie particolarmente protette della Legge Regionale 15/2006 “Disposizioni per la tutela della fauna minore in Emilia-Romagna”.

Fattori di minaccia: Quasi ovunque, ma in particolar modo nei tratti pedemontani e basso-collinari dei corsi d'acqua appenninici, è segnalata una marcata tendenza alla riduzione della sua consistenza numerica. Il fenomeno è da attribuire non solo agli sbarramenti lungo le aste fluviali che impediscono la risalita dei pesci, ma anche alle captazioni idriche e all'aumentata pressione di pesca.
E' molto sensibile agli interventi in alveo, ai prelievi idrici ed alle alterazioni dell'habitat in quanto si nutre dei macroinvertebrati di fondo.

Misure per la conservazione: Ai fini della ripresa di questa specie, che riveste un notevole interesse conservazionistico e per la pesca, è auspicabile che quanto prima si provveda ad adottare gli accorgimenti idonei a consentire la risalita dei riproduttori, almeno in prossimità degli sbarramenti dei principali tributari del Po, dove più intensa è l'ondata migratoria primaverile.

Indirizzi per la tutela:
E’ una specie molto mobile e compie migrazioni riproduttive verso monte, spesso però impedite dalla presenza di briglie e sbarramenti.
E’ quindi importante ripristinare la continuità fluviale con la costruzione di opportuni passaggi perpesci e limitare gli interventi in alveo. Possono anche essere previsti interventi di riproduzione ex-situ a scopo di ripopolamento.

a) Monitoraggio delle popolazioni residue;
b) Divieto di lavori in alveo nel periodo riproduttivo;
c) Rispetto del Deflusso Minimo Vitale;
d) Realizzazione di passaggi per pesci;
e) Istituzione di zone di protezione;
f) Tutela degli habitat.


Revisione ed aggiornamento nel 2011 a cura del Servizio parchi e risorse forestali , elaborazione basata sulla Banca dati della biodiversità: schede monografiche PESCI (a cura di Francesco Nonnis Marzano) e
 su "Elementi di base per la predisposizione della carta ittica regionale" , Regione Emilia-Romagna - Assessorato agricoltura e alimentazione, 1992.

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Pubblicato il 12/12/2011 — ultima modifica 02/11/2012
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