Geologia, suoli e sismica

Progetto torbiere di alta quota, archivi del clima che cambia

Nel 2021 il progetto si è arricchito della collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e ha prodotto nuovi dati

Il “Progetto Torbiere”, nato nel 2017 grazie a una collaborazione tra Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli (SGSS) ed ARPAE- Servizio Idro-Meteo-Clima (ARPAE-SIMC), ha come obiettivo lo studio di alcune torbiere di alta quota dell’Appennino emiliano al fine di ricostruire la complessa interazione tra processi sedimentari e climatici durante l'Olocene. Questi archivi geologici naturali, presenti all’interno del territorio regionale, registrano nei sedimenti informazioni preziose sui processi geologici ad alta frequenza che possono essere associati al cambiamento climatico.  

Da quest’anno, il progetto torbiere si è arricchito di una nuova collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR-ISMAR Bologna che porta la sua esperienza ed eccellenza nello studio multidisciplinare dei sedimenti recenti. Obiettivo della collaborazione è quello di individuare e datare una ciclicità deposizionale delle piene alluvionali, nel tempo “recente” (storico) e geologico, e di confrontare tale ciclicità con i risultati delle analisi di serie storiche di dati meteo e documentali. Il lavoro intende regionalizzare i risultati ottenuti correlandoli a indagini analoghe realizzate in altre aree dell’Emilia-Romagna.

Le nuove indagini

Sono stati raccolti dati di terreno utili a ricostruire la morfologia e la geologia delle aree di studio. A settembre, è stato effettuato un primo rilevamento presso la conca lacustre del lago Baccio (provincia di Modena) con l’utilizzo di un drone acquatico a guida autonoma fornito e manovrato da una collega del CNR-ISMAR. Nei giorni scorsi, sono stati prelevati campioni di sedimento nella piana lacustre di Lago Moo (provincia di Piacenza). I campioni sono micro-carote (5 cm di diametro) indisturbate di sedimenti in condizioni sature d’acqua e verranno analizzati nei prossimi mesi.

Le attività proseguiranno nel corso dell’estate e l’autunno del 2022.

Ambito di applicazione degli studi

Alla luce dei recenti eventi alluvionali che hanno colpito l’Appennino settentrionale, il contributo tecnico-scientifico della geologia è più che mai necessario per la definizione degli scenari in cui pianificare le azioni di tutela del territorio, prevenzione e riduzione dei rischi delle calamità naturali e di protezione civile. Questi studi si inseriscono nelle attività connesse alla Strategia regionale di Mitigazione e Adattamento al Cambiamento Climatico Contributo e alla Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile, in attuazione dell’Agenda 2030 e all’attuazione delle misure ad esse correlate.

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