Il suolo è riconosciuto dalla Strategia Tematica per la Protezione del Suolo (COM 2006/231) come una risorsa sostanzialmente non rinnovabile, esso svolge numerose funzioni essenziali per le attività umane e la sopravvivenza degli ecosistemi; una delle principali minacce segnalate dalla Strategia Tematica è la sua degradazione per contaminazione.

La Direttiva europea 2025/2360 sul monitoraggio e la resilienza del suolo pone come aspetto di degrado del suolo la contaminazione da metalli pesanti (As, Sb, Cd, Co, Cr totale, Cu, Hg, Pb, Ni, Tl, V, Zn) e da inquinanti organici. I valori obiettivo sostenibili non vincolanti vanno definiti a livello di stato membro (Allegato I parte B) nei termini di "Ragionevole garanzia, ottenuta tramite campionamento per punti del suolo, individuazione e analisi dei siti potenzialmente contaminati e altre informazioni pertinenti, che la contaminazione del suolo non crea un rischio inaccettabile per la salute umana e per l’ambiente. Nella valutazione dei rischi si tiene conto dei livelli di fondo naturale e antropico. Se il fondo naturale è l’unico motivo che comporta rischi inaccettabili, si considera che il suolo in questione soddisfa i criteri di sanità del suolo, a condizione che sia gestito in modo tale da non creare un rischio inaccettabile per la salute umana. Gli habitat con forte concentrazione naturale di metalli pesanti che figurano nell’allegato I della direttiva 92/43/CEE restano protetti".

Metalli pesanti

Il contenuto di metalli pesanti e metalloidi nei suoli è dovuto a fattori naturali e all’attività dell’uomo; negli orizzonti profondi il tenore rilevato è il risultato della composizione mineralogica e granulometrica dei sedimenti e della loro alterazione legata ai processi pedogenetici (contenuto di fondo naturale); nell’orizzonte più superficiale il tenore rilevato è la somma del contenuto naturale e dell‘apporto antropico legato a fonti diffuse di contaminazione (contenuto di fondo naturale-antropico). La conoscenza della distribuzione areale della concentrazione naturale e naturale-antropica dei metalli pesanti nei suoli permette di valutarne in modo realistico lo stato di contaminazione.

L'Area Geologia, Suoli e Sismica del Settore Difesa del Territorio (ex Servizio Geologico Sismico e dei Suoli) dal 2004 al 2017 ha svolto uno studio sulla conoscenza del contenuto di alcuni metalli potenzialmente tossici (As, Cu, Cr, Ni, Pb, Sn, Zn) nei suoli agricoli della pianura emiliano-romagnola in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna e il CNR-IBE di Firenze (“Progetto Cartografia Pedogeochimica” a scala 1:250.000) che ha portato alla redazione della Carta Pedogeochimica”, della Carta delle anomalie geochimiche (quest’ultima contenuta solo nelle note illustrative) nel 2012 e della Carta del Fondo naturale-antropico nel 2013.

Ad oggi sono già state pubblicate la terza edizione della carta pedogeochimica (2024) e la seconda edizione del fondo naturale antropico (2019) ed è iniziato il campionamento per il completamento della carta pedogeochimica per la parte montana. Nella terza edizione della carta pedogeochimica è stata aggiunta la carta del Cobalto, mentre la Carta del Fondo naturale-antropico presenta anche il Cadmio.

Nel 2025 è partito un progetto per la redazione della carta del fondo naturale nell'area di pianura di tutti i metalli pesanti elencati nell’allegato 5 Parte IV, Titolo 5 (tabella 1) del DLGS n. 152/2006 (Sb, As, Be, Cd, Co, Cr, CrVI, Hg, Ni, Pb, Cu, Se, Tl, V, Zn), in collaborazione con l'area Bonifiche siti inquinati del settore Tutela dell'ambiente ed economia circolare, ARPAE , il dipartimento BIGEA dell'Università di Bologna e CNR-ISMAR. Per la redazione della carta saranno utilizzati 800 siti, di cui 450 già campionati nelle precedenti campagne di rilevamento (2005-2015) e 350 in corso di rilevamento (2025-2026). Sarà utilizzato per le analisi dei metalli il metodo dell'aqua regia. Sarà inoltre aggiornata nel 2028 la carta del contenuto di fondo naturale-antropico ad un maggior livello di dettaglio, in collaborazione con CNR-IBE.

Gli scopi di questa cartografia sono principalmente tre:

  • descrivere il contenuto in metalli pesanti dei suoli della pianura emiliano-romagnola;
  • fornire le basi per valutare l’impatto della gestione agronomica e ambientale nonché creare le premesse per corrette scelte di gestione territoriale
  • individuare le aree da sottoporre a indagini di maggior dettaglio

La metodologia utilizzata per la redazione della “Carta pedogeochimica”, della "Carta del fondo naturale" e della “Carta del Fondo naturale-antropico” fa riferimento alla ISO DIN 19258:2005 “Soil quality - Guidance on the determination of background values”

Si è inoltre valutata la biodisponibilità dei metalli nel suolo, ossia frazione che può essere assorbita dai vegetali attraverso l'apparato radicale (frazione scambiabile) o ceduta alle acque di lisciviazione (frazione solubile).

Inquinanti organici

L’Area Geologia, Suoli e Sismica dal 2017 ha avviato, in collaborazione con l’Osservatorio Energia, Rifiuti e Siti Contaminati della Direzione Tecnica di ARPAE, il progetto “Acquisizione di un quadro conoscitivo dei livelli di fondo di alcune molecole organiche (diossine, furani, IPA, PCB) nei suoli della pianura emiliano-romagnola” volto ad acquisire ed implementare le conoscenze sulla qualità dei suoli della pianura regionale, con specifico riferimento al contenuto in molecole organiche (diossine, furani, IPA, PCB) nei suoli. Il progetto si è concluso nel 2024, nel frattempo è uscito un rapporto sui risultati delle campagne 2017-2022.

Lo scopo del progetto è di identificare valori di riferimento dei microinquinanti organici nei suoli agricoli, legati a fonti diffuse di inquinamento così come definite dalla normativa ISO19258:2018.

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Norme e atti


Atlanti geochimici e siti webgis (libero accesso)


Cartografia interattiva

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A chi rivolgersi

Area Geologia, Suoli e Sismica