Geologia, suoli e sismica

Cartografia geologica 3D: la novità del nuovo CARG

La produzione di modelli tridimensionali affianca per la prima volta in Italia la realizzazione di un progetto nazionale di cartografia geologica

Una volta c’era solo la carta geologica, oggi c’è anche il modello tridimensionale!

Si potrebbe riassumere così la novità assoluta del nuovo progetto CARG che introduce, per la prima volta in Italia, la produzione di modelli 3D del sottosuolo tra gli elaborati che compongono un Foglio geologico. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), cui spetta la gestione dei finanziamenti statali stanziati per il CARG, ha istituito due tavoli tematici per riunire gli esperti in materia di ISPRA e delle Regioni: il tavolo "Geologia 3D di sottosuolo" si occuperà di definire le linee guida nazionali per la modellazione 3D della cartografia geologica e il tavolo “Banche dati, metadati, servizi e armonizzazione INSPIRE per la cartografia regionale" definirà uno standard per la "metadatazione” degli elementi tridimensionali.

 

I vantaggi del 3D

La modellazione 3D può essere considerata la naturale evoluzione dei supporti per la rappresentazione del territorio. Spinta dallo sviluppo di una nuova tecnologia, presenta tra i vari vantaggi quello di essere molto intuitiva. In un ambiente 3D, infatti, i dati mostrano esplicitamente le loro proprietà quali altezza, profondità, spessore che caratterizzano, per natura, la forma degli oggetti geologici e del territorio. La modellistica 3D, inoltre, offre innumerevoli punti di vista poiché si possono realizzare, con semplicità, tagli e sezioni lungo piani di qualsiasi orientazione. Questa tecnica semplifica la lettura della carta geologica e permette una più efficace comunicazione della geologia di un dato territorio.

Notizia CARG 3D
Bozza del modello 3D della base del Quaternario marino nel sottosuolo
dei Fogli geologici 184 e 185.

 

Aggiornamento dai Fogli 184 e 185

Nell’ambito della produzione dei fogli 184 Mirandola e 185 Ferrara, i modelli 3D di sottosuolo sono una delle attività in carico al Servizio geologico regionale che, da alcuni anni, pubblica i propri dati e prodotti cartografici in formato tridimensionale.

Nei due fogli geologici in lavorazione è già disponibile la superficie in 3D della base del Quaternario marino (Qm), databile a circa 1.8 milioni di anni fa. La superficie è stata mappata interpretando dati di simica a riflessione e di pozzo effettuati per la ricerca mineraria. In questa porzione di territorio, la base del Quaternario marino è sepolta ad una profondità variabile da circa 120 a 1.500 metri al di sotto della superficie topografica. Dal punto di vista geologico, questa superficie è particolarmente importante perché separa una porzione di sottosuolo tettonicamente deformata dalla porzione superiore molto meno deformata. Alla deformazione profonda si deve l’articolazione della base del Quaternario marino che, in prossimità delle principali faglie presenti nel sottosuolo, mostra un andamento molto irregolare.

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