Riserva regionale generale Bosco di Albereto e Grotta di Pasqua
L’area è ricompresa completamente all’interno del comune di Montescudo-Montecolombo, si estende per 319 ettari
Istituita nel 2026
Superficie: 319 ettari
Provincia di Rimini (RN)
Comune di Montescudo-Montecolombo

Tra le principali finalità
- assicurare la protezione, la conservazione e dove possibile l’incremento della diversità biologica;
- assicurare la protezione e la conservazione degli ambienti naturali e seminaturali, del complesso carsico della Grotta di Pasqua e dei Gessi di Montescudo e del Bosco di Albereto con particolare riferimento alle emergenze geologiche e alla flora e fauna ad essi associate;
- tutelare le caratteristiche di insieme del paesaggio e promuoverne la riqualificazione;
- promuovere le attività di ricerca scientifica, culturale, di informazione, divulgazione, di educazione ambientale basate sulla conoscenza e sul rispetto della biodiversità e del paesaggio della riserva;
- promuovere forme di gestione delle risorse naturali compatibili con le finalità di tutela della riserva e finalizzate alla conservazione di spazi naturali e seminaturali del paesaggio agrario;
- incentivare la fruizione del territorio nelle forme e nei modi compatibili, allo scopo di promuovere la conoscenza dei fenomeni naturali e i principi della loro conservazione;
- contribuire alla conoscenza e alla tutela organica e unitaria del territorio, in collaborazione con la Regione, Ente gestore del sito Patrimonio Mondiale Unesco “Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale”.
Caratteristiche
Il territorio della Riserva è suddiviso in due zone.
Zona 1
Questa zona coincide con il geosito dell’Emilia-Romagna denominato: “Gessi di Montescudo” e corrisponde all’affioramento gessoso che contiene la Grotta di Pasqua. La grotta si sviluppa in modo abbastanza complesso su più livelli e con alcuni rami laterali. Gran parte dei suoi meandri e delle sue gallerie sono attualmente fossili e interessati da rari stillicidi. Numerosi e tipici sono sulle pareti i solchi di dissoluzione torrentizia, spesso sovrapposti in alcune zone si trovano concrezioni calcaree e infiorescenze gessose. Lo stato di conservazione della grotta è buono.
Dalla piccola valle chiusa posta a monte provengono le acque che alimentano il corso d’acqua che percorre completamente la cavità carsica. L’affioramento gessoso è circondato da calanchi e da vegetazione in evoluzione naturale con boschetti e cespuglieti. Risulta censita nel Catasto delle cavità naturali dell’Emilia-Romagna, a seguito di una missione speleologica effettuata nel corso del giorno di Pasqua del 2015. La Zona 1 ha una superficie di ha 6.

Zona 2
Corrisponde ad una porzione dell’alta Valle del Torrente Marano, un ambito poco antropizzato nel quale, in pochi chilometri quadrati, sono presenti alcune rilevanti emergenze naturali, quali:
- un bosco relitto mesofilo, con predominanza di Roverella e Carpino nero;
- ampie aree aperte con praterie;
- praterie arbustate ed estesi cespuglieti a ginestra;
- estese formazioni calanchive;
- gli affluenti di destra orografica del Torrente Marano: Rio Budrio, Rio Paradiso e Rio Arvaga, che nascono nelle vicinanze del Bosco di Albereto e scorrono all’interno dell’area.
Ente di gestione
Ente per i Parchi e la Biodiversità - Romagna
Atto istitutivo e successivi atti
- Deliberazione del Consiglio Regionale n. 51 del 23 luglio 2026 (PDF - 22,3 MB)
pubblicata nel BUR n. 222 del 12.08.2026 periodico (Parte Seconda)
Per approfondire
Presentazione in power point (PDF - 2,1 MB) di Gianni Gregorio, Monica Palazzini e Maria Vittoria Biondi (Settore Aree protette, foreste e sviluppo zone montane (Regione ER)
Cartografia
Carta di dettaglio (PDF - 20,6 MB)

