Introduzione
La Regione, con Delibera di Giunta 1010/202 ha sostituito il bando da 300 mila euro, approvato con Delibera 700/2026, per la pianificazione delle risorse forestali private e di proprietà collettive presenti in Emilia-Romagna attraverso l'adozione di Piani di gestione forestale. L’obiettivo delle modifiche al bando è migliorare la coerenza tecnica dei Piani di Gestione Forestale, rafforzare la qualità dei dati e rendere più efficiente l’istruttoria.
Descrizione del nuovo bando
Con questo bando la Regione concede contributi per la redazione di Piani di Gestione Forestali Aziendali innovativi orientati allo stoccaggio di carbonio, alla tutela della biodiversità, alla valorizzazione del paesaggio e allo sviluppo sostenibile delle produzioni forestali.
Le risorse disponibili ammontano a oltre 300 mila euro, con contributi fino all’80% delle spese sostenute per la redazione dei Piani di Gestione Forestale per ciascun beneficiario.
Possono fare domanda proprietari e gestori di boschi privati e di uso civico, anche in forma consortile, e associazioni forestali.
Le domande devono essere presentate presso gli Enti Forestali territorialmente competenti entro il 31 luglio 2026 esclusivamente mediante posta elettronica certificata (PEC).
Gli esiti saranno pubblicati entro il 2 ottobre 2026.
Novità introdotte dal nuovo bando
Il nuovo bando proroga la scadenza per presentare le domande, fissata ora al 31 luglio 2026, e introduce una serie di integrazioni rispetto alla versione precedente.
In particolare, vengono precisati meglio i beneficiari del bando (proprietari e gestori di boschi privati e di uso civico, anche in forma associata o consortile), allo scopo di ridurre potenziali ambiguità nell’interpretazione.
Dal punto di vista tecnico, il nuovo bando specifica maggiormente gli elementi obbligatori del Piano, chiarendo in modo esplicito che i dati riassuntivi dei rilievi devono essere georeferenziati e che devono essere forniti gli shapefile e i centroidi delle aree di saggio.
Una modifica particolarmente significativa riguarda i Piani in revisione, per i quali viene reso obbligatorio il prospetto storico della gestione trascorsa.
Sono state inoltre introdotte precisazioni rilevanti sulla definizione delle superfici ammissibili. In particolare, viene chiarito che solo le superfici definite come bosco (o assimilate) sono considerate tali per avere il contributo pieno, mentre le altre superfici agro-silvo-pastorali sono ammesse con contributo ridotto.
Sul piano economico e amministrativo, il nuovo bando introduce una previsione esplicita in merito all’IVA, chiarendo che è considerata spesa ammissibile se non recuperabile dal beneficiario, ovvero sia realmente e definitivamente sostenuta dal beneficiario finale come costo.
Dal punto di vista procedurale, il nuovo bando introduce una maggiore articolazione dell’istruttoria, con il coinvolgimento esplicito degli Enti Delegati ed eventuale acquisizione dei pareri degli Enti gestori delle aree protette e dei siti Natura 2000.
Per approfondire
Ultimo aggiornamento: 25-06-2026, 16:21
