domenica 23.09.2018
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Parchi, foreste e Natura 2000

IT4080003 - SIC-ZPS - Monte Gemelli, Monte Guffone

Superficie: 13351 ettari
Province e Comuni interessati: FORLI'-CESENA (Bagno di Romagna, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Santa Sofia)

Territorio confinante con IT5180018 SIC "Foreste di Camaldoli e Badia Prataglia" della Regione Toscana, con IT5180004 ZPS "Camaldoli, Scodella, Campigna, Badia Prataglia" della Regione Toscana, con IT5140005 SIC "Muraglione - Acqua Cheta" della Regione Toscana, con IT4080011 SIC e con IT4080002 SIC-ZPS

Il sito ricade quasi interamente nel Parco nazionale Foreste Casentinesi

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4080003

Note esplicative al formulario

Enti gestori

Parco nazionale Foreste Casentinesi

Regione Emilia-Romagna

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo

Misure Specifiche di Conservazione - Realizzazione

Seleziona dal Riepilogo le Misure regolamentari del settore agricolo previste nel Sito e cartografate (visualizzabili in formato KMZ e scaricabili in formato SHP) 

Descrizione e caratteristiche

Boschi misti di latifoglie in veste autunnale. Foto Stefano Mazzotti, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003E’ il sito montano più esteso della regione e fa parte di un sistema di siti Natura 2000 dell'Appennino tosco-romagnolo tutti ricadenti nella foresta più grande d’Italia, nota come complesso delle "Foreste Casentinesi". Il sito si estende lungo le parti alte dei bacini del Montone, del Rabbi e dei tre Bidenti, comprendendo una vastissima area submontana ad andamento parallelo al crinale appenninico, che tocca solo all’estremità orientale, presso il Passo del Lupatti. Caratteristica del settore occidentale del sito è la presenza di montagne (il Gemelli, il Guffone-Fratta) che, pur disposte lungo i contrafforti che separano le valli, per ragioni tettoniche risultano più alte dei corrispondenti tratti di crinale (esterni al sito, in territorio toscano). Il settore orientale si snoda ai piedi del crinale tosco-romagnolo e vi è compreso anche il vasto lago artificiale formato dalla diga di Ridracoli. Tutta l’area insiste sulla Formazione Marnoso-Arenacea Romagnola (Miocene), caratterizzata dalla continua alternanza di strati più duri (arenacei) e teneri ed erosi (marne), che determinano affioramenti caratteristici e talora scarpate notevoli. Il sito è caratterizzato da faggete, quasi tutte a fustaia per conversione di vecchi cedui, e boschi misti mesofili, tra i quali ostrieti, cerreti, boschi di roverella e qualche castagneto. Non mancano zone rupestri, rimboschimenti, prevalentemente di conifere, e infine pascoli, in generale regresso per progressivo abbandono delle pratiche zootecniche tradizionali e generalmente in evoluzione a praterie arbustate, derivate per lo più dalla rinaturalizzazione di ex-coltivi ed ex-pascoli. Il sito è quasi totalmente (99%) incluso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Una notevole porzione del sito è su terreni di proprietà pubblica demaniale (11.242 ha).

Faggio secolare. Foto Ivano Togni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Habitat e specie di maggiore interesse

Habitat Natura 2000. 20 habitat di interesse comunitario, 7 dei quali prioritari, coprono circa un terzo della superficie del sito. Prevalgono gli habitat forestali (7) e quelli erbaceo-arbustivi (5) con tipi rupestri (4) e ripariali o d'acque ferme (3); formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) con stupenda fioritura di orchidee, foreste di versante, ghiaioni, valloni del Tilio-Acerion, foreste degli Appennini di Abies alba e faggeti di Abies nebrodensis sono i principali distinti per priorità di tutela, acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp., lande secche europee, formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli, bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie igrofile, praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis), faggeti meso ed eutrofici ricchi di specie, foreste di Castanea sativa, sorgenti pietrificanti con formazione di tufo (Cratoneurion) mosaicano in maniera complessa un territorio poco marcato dalla presenza umana se non da una capillare rete di insediamenti rurali tradizionali, antichi e quasi tutti in rovina.
Recenti ricerche indicano la presenza anche dei seguenti habitat di interesse comunitario: fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix elaeagnos, rocce silicee con vegetazione pioniera del Sedo-scleranthion o del Sedo albi-Veronicion dillenii.
Specie vegetali. Nessuna specie di interesse comunitario. Tra le specie di interesse conservazionistico presenti sono da segnalare Epipactis viridiflora (= E. purpurata) (unica tra le specie del Parco delle Foreste Casentinesi inserita nel Libro Rosso delle Piante d’Italia), Goodyera repens, Listera cordata, Aceras antropophorum, Himantoglossum adriaticum, Serapias vomeracea, Epipactis palustris e quasi tutte le Ophrys sp. presenti in Regione. Tale ricchezza floristica deriva soprattutto dalla complessità e dalla variabilità delle compagini forestali che caratterizzano l'intero sito.
Mammiferi. Importante sito frequentato regolarmente dal Lupo (specie prioritaria di interesse comunitario) e, in seguito a recenti accertamenti, dal Gatto selvatico. Presenti altre 4 specie di interesse comunitario: Rinolofo minore Rhinolophus hypposideros, Rinolofo maggiore Rhinolophus ferrumequinum, Vespertilio maggiore Myotis myotis e Vespertilio smarginato Myotis emarginatus.
Gufo reale (Bubo bubo). Foto Luca Maraldi, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Uccelli. L’avifauna è particolarmente ricca di specie legate alle praterie e ai boschi maturi. Sono regolarmente presenti 8 specie di interesse comunitario, di cui 7 nidificanti (Falco pecchiaiolo, Falco pellegrino, Gufo reale, Succiacapre, Calandro, Tottavilla, Averla piccola). Individui di Aquila reale immaturi e/o nidificanti in siti contigui e vicini sono presenti tutto l’anno. Tra i nidificanti vi sono anche specie rare e/o minacciate a livello regionale quali Astore e Codirossone.
Una lunga serie di anfibi e rettili, pesci e soprattutto invertebrati completa un quadro faunistico molto ricco di specie e relazioni con l'ambiente, nell'ambito delle quali emerge l'abnorme, complesso popolamento di ungulati: cinghiali, cervi, daini, caprioli e qualche muflone sono una risorsa ma anche un problema per squilibri da affrontare e controllare in maniera mirata e costantemente monitorata.

Anfibi. Presenti importanti popolazioni di 3 specie di interesse comunitario: Salamandrina dagli occhiali Salamandrina terdigitata, Ululone appenninico Bombina pachypus e Tritone crestato Triturus carnifex. Da segnalare anche la Rana appenninica Rana italica.
Pesci. Segnalate 2 specie di interesse comunitario: Barbo Barbus plebejus e Vairone Leuciscus souffia.
Invertebrati. Tra le specie di interesse comunitario, oltre al Gambero di fiume Austropotamobius pallipes e al Mollusco Gasteropode Vertigo angustior (specie in pericolo di estinzione a livello europeo) vi sono 5 specie di Insetti: i Lepidotteri Eteroceri Eriogaster catax e Euplagia quadripunctaria, specie prioritaria; il Cetonide Scarabeo odoroso Osmoderma eremita, specie prioritaria; i Coleotteri forestali consumatori di legno morto Lucanus cervus, Rhysodes sulcatus e Rosalia alpina, specie prioritaria. Presenti nell’area protetta anche diverse specie di interesse conservazionistico come i Coleotteri Carabidi Calosoma sycophanta, Trechus doderoi, Trechus zangherii, Duvalius iolandae.

Per saperne di più

Itinerari

Geositi dell'Alto Appennino forlivese

Cartografia

Carta di dettaglio

Inquadramento territoriale

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Pubblicato il 02/12/2011 — ultima modifica 13/03/2018
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