Geologia, sismica e suoli

Geofisica costiera

Lo studio geofisico della fascia costiera più prossima alla riva è un progetto realizzato in collaborazione con ISMAR-CNR di Bologna ed è stato avviato con una campagna sperimentale nel 2010; in seguito ai risultati incoraggianti sono state condotte, successivamente, tre ulteriori campagne, nel 2012, nel 2014e nel 2015.

panorama geofisica

Figura 1
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In queste campagne sono stati eseguiti circa 200 profili sismici in una striscia di mare compresa tra 2 metri e 8-10 metri di profondità, per una lunghezza totale di acquisizione pari a circa 560 km. L’area di studio si estende dalla Foce del Po di Goro a Lido di Savio. (figura 1 (jpg, 10.53 MB), figura 2 (jpg, 397.27 KB), poster A (pdf, 5.35 MB))

Il rilievo del fondale è stato eseguito attraverso un sub-bottom profiler a tecnologia chirp che permette di ottenere una elevata risoluzione attraverso l’emissione di un impulso modulato in frequenza i 2-7 kHz. Il sistema è composto da una topside da 4KW (DSP + Transceiver) collegato ad un array di 2 trasduttori piezoelettrici collegati in parallelo, montati su palo e fissati a lato dell’imbarcazione.

Il posizionamento è stato effettuato attraverso un ricevitore GPS con l’ausilio della correzione differenzImbarcazioneiale EGNOS che consente di ottenere un errore della posizione orizzontale contenuto nei 2 m, sufficienti allo scopo del tipo di caratterizzazione del fondale.

E’ stato utilizzato un ricevitore GPS abilitato a ricevere il segnale dai satelliti geostazionari del sistema WAAS-EGNOS.

 

Gli obiettivi dell’attività sono:

  • estendere la mappatura dei corpi geologici riconosciuti nella piana costiera verso mare (correlazione terra-mare);

  • supportare studi tematici sui rischi costieri;

  • caratterizzare la spiaggia sommersa attuale (variazioni degli spessori e della litologia);

  • riconoscere gli elementi morfo-deposizionali e le evidenze di processi sedimentari litorali (canali deltizi, canali di rip-current, tasche di gas, superfici erosive, ecc.);

  • fornire nuovi dati di base per la modellistica geologica 3D.

Scanno di Goro

 

Figura 2
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Questi nuovi dati convergono in un geodatabase dedicato che raccoglie anche le linee sismiche acquisite da ISMAR-CNR nell’ambito di studi pregressi.

Alcuni approfondimenti riguardano la ricostruzione tridimensionali delle geometrie e delle litologie dei lobi deltizi padani recenti e passati, l’analisi dei fenomeni erosivi presso le foci fluviali e la valutazione dei volumi di sabbia della spiaggia coinvolti nella dinamica attuale.

I risultati di questi primi studi (poster B (pdf, 1.81 MB) e presentazione (pdf, 2.34 MB)) mostrano che:

  • è possibile correlare le superfici stratigrafiche tracciate a terra con quelle riconosciute nei profili sismici a mare.

  • L’assetto geologico del sottofondo marino più superficiale è complesso e influenzato dall’evoluzione delle foci padane ed appenniniche; i lobi hanno spessori massimi fino a circa 15 m e sono composti prevalentemente da depositi fini presentando una forma tipicamente lenticolare; nelle zone di fronte deltizio si osservano evidenze di impregnazioni gassose.

  • I processi erosivi a scala regionale della costa emiliano-romagnola sono collegati alle fasi di riduzione del carico di fondo dei fiumi che si manifesta con lo smantellamento delle cuspidi deltizie e la ridistribuzione delle sabbie lungo i cordoni litorali. Nella porzione dell’attuale delta padano tali sabbie sono limitate alle barre trasversali che si muovono a fronte dello Scanno di Goro: nella parte sommersa raggiungono spessori massimi in corrispondenza delle creste delle barre di 2-2.5 m fino ad annullarsi in corrispondenza dei ventri; i depositi di sottostanti sono attribuiti al fronte deltizio e prodelta e sono generalmente fini.

  • Le sabbie del cordone litorale attuale mostrano una forma cuneiforme che si assottiglia più o meno bruscamente verso mare; in corrispondenza della profondità di chiusura del profilo si osservano irregolarità del fondale e variazioni litologiche; il passaggio da sabbie a limi e argille può essere evidente anche in settori più prossimi alla linea di riva e in alcuni casi può essere osservato anche in battigia.

 

Documenti di riferimento

 

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pubblicato il 2017/02/14 12:45:00 GMT+2 ultima modifica 2017-02-14T19:44:00+02:00

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