L’Archivio storico delle frane della Regione Emilia-Romagna integra la conoscenza sui fenomeni franosi ricadenti nel territorio regionale documentati nell’Inventario dei fenomeni franosi.

Nell’archivio storico sono descritte circa 14.000 eventi di attivazione o riattivazione di movimenti franosi ricadenti nel territorio regionale, ricostruiti attingendo da varie fonti documentali. Di questi circa 7000 sono consultabili on line con sufficiente livello di attendibilità. Per le frane più significative sono disponibili delle monografie sintetiche descrittive della storia evolutiva dei movimenti e del contesto geomorfologico e geologico.

I dati storici contenuti nell’archivio ricoprono un periodo di tempo che si estende dal Medioevo sino ad oggi, con disponibilità di informazioni progressivamente crescente. Lo scopo dell’Archivio è quello di ricostruire l’evoluzione dei fenomeni franosi nel passato fornendo le informazioni fondamentali sul dove, come e quando questi si sono verificati. Partendo dal presupposto che le cause innescanti rimangano le stesse rispetto al passato, queste ricostruzioni permettono di valutare possibili evoluzioni future delle frane.

Visualizzazione e download dati

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Fonti dei dati

La ricerca dei dati, avviata alla fine degli anni ’90 e tuttora in corso, è stata condotta sia come attività istituzionale dell’Area Geologia, Suoli e Sismica (AGSS) che nell’ambito di vari progetti nazionali e internazionali. Il reperimento delle fonti, l’analisi critica delle stesse, l’inserimento delle informazioni all’interno dei database nonché il continuo aggiornamento dei dati vengono effettuati internamente all’AGSS e/o mediante stipula di specifici contratti e collaborazioni con diversi enti e istituti.

La raccolta dati è avvenuta attraverso:

  • pubblicazioni scientifiche e monografie di tipo storico e naturalistico;
  • documentazione tecnico-amministrativa conservata presso archivi dedicati (relazioni geologiche, rapporti di sopralluoghi e di pronto intervento, ecc.);
  • stampa periodica a diffusione locale e nazionale;
  • informazioni da web;
  • archivi storici precedenti;
  • segnalazioni di evento pervenute da enti pubblici.

La consistenza e l’attendibilità delle notizie reperite e analizzate varia notevolmente in funzione del periodo storico osservato. L’Archivio può essere suddiviso in periodi di tempo considerabili come omogenei da un punto di vista della quantità e della tipologia di informazioni:

    • T1 (< 1850): contiene poche segnalazioni solo di eventi veramente importanti riportati in bibliografie dedicate;
    • T2 (1850-1900): aumentano le informazioni storiche anche grazie allo sviluppo delle prime riviste dedicate all’argomento e alla diffusione dei quotidiani;
    • T3 (1900-1950): iniziano gli studi effettuati da parte di enti pubblici grazie all’emanazione di leggi volte a prevenire e mitigare il dissesto (per esempio la Legge 445/1908 che introdusse la normativa per la perimetrazione dei centri abitati instabili) e aumentano le informazioni sui quotidiani;
    • T4 (1950-2005): aumentano le informazioni provenienti da relazioni tecniche effettuate dai Geni Civili e dai Servizi Tecnici Regionali, principalmente legate alle attività di pronto intervento e di somma urgenza.
    • T5 (2005 - 2015): a seguito dell’istituzione dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile (L.R. 01/2005) iniziano ad essere disponibili le segnalazioni sistematiche effettuate, in occasione di emergenze importanti, da parte degli enti locali;
    • T6 (> 2015): rapida diffusione di informazioni sui social e sul web. Iniziano a essere disponibili in abbondanza video e immagini provenienti da soggetti privati.