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Introduzione

È arrivato a destinazione il nodulo di barite rinvenuto, la scorsa estate, in area demaniale nel letto del torrente Ghiaietta in località La Pigna nel Comune di Zocca (Modena). Il ritrovamento si deve ai Sig.ri Federico Mattioli, Marco Costa e Piotr Giaroli, appassionati di minerali, che lo hanno identificato durante una passeggiata lungo il torrente e hanno subito contattato l’Area Geologia Suoli e Sismica per segnalare la rilevanza dell’esemplare, date le sue dimensioni assolutamente eccezionali: circa 80 x60 cm, per un peso stimato di almeno 500 kg.

Valutato l’interesse scientifico del ritrovamento, si è proceduto a contattare i tecnici dell’Agenzia per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile – UT Bacino Idrografico Reno, che si sono occupati di coordinare le operazioni di recupero e trasporto di quanto rinvenuto.

Qualche giorno fa, il nodulo è stato prelevato e collocato nel giardino in vicinanza del campione di Calcare a Palombini per l’affinità con le formazioni caotiche liguri in cui questi noduli si formano (insieme alle septarie e ad altre mineralizzazioni) a seguito di processi diagenetici.

Ringraziamo tutte le persone che hanno contribuito a fare crescere la collezione MuGG con un esemplare che racconta una storia affascinante in cui la scienza, la letteratura e l’alchimia si sono incontrate intorno a una “pietra bolognese”.

L’affascinante storia della barite (o Pietra Fosforica Bolognese)

La storia della barite in Emilia-Romagna nasce con il rinvenimento nel 1602, tra i calanchi del Rio Strione vicino a Paderno (Bologna), di quella che verrà chiamata la “Pietra fosforica Bolognese”. La scoperta delle straordinarie proprietà della barite si deve a Vincenzo Casciarolo, un calzolaio di Bologna appassionato anche di preparazioni di pigmenti, che scoprì che, se opportunamente trattata (macinazione + calcinazione), il prodotto che ne deriva sviluppa il fenomeno della “fosforescenza”, il fenomeno ottico, di natura “quantistica”, per cui una sostanza assorbe energia luminosa e la riemette lentamente, sotto forma di luce visibile, continuando a brillare al buio anche per ore dopo che la fonte di luce esterna si è spenta.

Per oltre due secoli, la baritina bolognese fece “impazzire” scienziati, naturalisti, fisici, chimici e inizialmente anche alchimisti perché l’elemento Bario non era ancora conosciuto. Galileo Galilei, nonostante i suoi studi sulla riflessione della luce, ammise di non essere riuscito a penetrarne la natura mentre Goethe, giunse a Bologna nel 1786, durante il suo” Viaggio In Italia”, per recarsi a Paderno a raccogliere alcuni campioni della pietra fosforica (“Ed eccomi un'altra volta carico di pietre: di questo spato ne ho messo nelle mie valigie per una dozzina di libbre!”).

Fu soltanto nel corso del 1800 ed oltre, dopo che il fosforo ed il bario vennero isolati come elementi (Lavoisier e Davy), e venne dato al minerale il nome di Barite (o Baritina), che fu scientificamente riconosciuto come ad alcune sostanze, fra cui i solfuri alcalino-terrosi, in presenza di piccole quantità di un metallo adatto (attivatore) viene conferita intensità e persistenza al fenomeno della fosforescenza.

La barite

La barite è un minerale costituito da solfato di Bario (BaSO4) di genesi sedimentaria-diagenetica, all’interno delle unità argillose di origine “ligure”. di colore generalmente grigio, trasparenza più o meno traslucida in funzione dell’argilla inclusa, lucentezza grassa e durezza 3.5 (simile alla calcite). La caratteristica più evidente, però, è l’elevatissimo peso specifico che, per il minerale puro è prossimo a 4,5 g/cm3. La varietà emiliano-romagnola sembra essere ancora oggi l’unica al mondo nel suo genere per una fortuita coincidenza di tre fattori: genesi, giacitura, composizione, diversa dagli altri campioni di solfato di Bario di origine sedimentaria e anche da quello più comune costituente la ganga dei filoni idrotermali a solfuri di Pb, Ag, Zn e Sb. Il campione del nostro giardino, inoltre, ha un’ulteriore unicità data dalle sue dimensioni; solitamente, infatti, i noduli di barite presentano piccole dimensioni e pesi che vanno da pochi grammi fino a pochi chilogrammi. Questo nodulo, invece, presenta dimensioni eccezionali e si stima che possa pesare circa 500 Kg.

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Ultimo aggiornamento: 03-06-2026, 18:14