Parchi, foreste e Natura 2000

IT4020011 - ZSC - Groppo di Gorro

Superficie: 188 ettari
Province e Comuni interessati: PARMA (Berceto, Borgo Val di Taro)

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4020011 (pdf149.33 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf29.06 MB)

Piano di Gestione (pdf2.8 MB)

Descrizione e caratteristiche

Ophrys bertolonii. Foto Ivano Togni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Ampio e brullo massiccio ofiolitico, i cui costoni precipitano a picco nel fiume a sbarrare l’accesso dell’alta Val Taro, il Groppo di Gorro si trova là dove l’autostrada Parma – La Spezia lascia il fondovalle all’uscita per Borgotaro e inizia a salire verso Berceto. La valle è ancora ampia, l’ambiente in prevalenza collinare, frequenti i centri abitati ed elevata l’antropizzazione. Tuttavia il tozzo e ingombrante affioramento di rocce scure e fratturate, ad elevato contenuto di metalli pesanti e magnesio, determina un ambiente asperrimo e inospitale, pressochè desertico, caratterizzato da fortissime limitazioni chimiche, fisiche e morfologiche, e colonizzabile solo da organismi specializzati, o adattabili a condizioni paragonabili a quelle che offre l’asfalto. Tra l’altro le rocce nere si arroventano al sole per poi cedere il calore di notte: per quanto stressante, questo almeno in parte favorisce la vegetazione mediterranea. E’ infatti frequente Erica arborea, insolita nel cuore dell’Appennino a queste quote submontane (300 - 824 m) ma qui diffusa in quanto tra l’altro adatta ai suoli acidi derivanti dalla rapida dissoluzione del magnesio. Il potente affioramento, roccioso e detritico, ha notevole valore scenografico-paesaggistico oltre che storico-antropologico, in quanto sede di antichi insediamenti e di strutture difensive (fortificazioni medievali), ed è inserito nella più vasta Oasi di protezione "Roccamurata". Le rocce nude (ghiaioni, aree detritiche - 30%) sono il tipo di copertura più diffuso insieme a vari tipi di prateria, in prevalenza arida; seguono magri arbusteti e discontinue formazioni boschive attestati ciascuno intorno al 15%. Nove habitat di interesse comunitario, dei quali tre prioritari, rivestono complessivamente più di un terzo della superficie del sito; sono habitat afferenti alle rocce, alle formazioni erbacee e a quelle arbustive.

Vegetazione

Arbusteti e formazioni boschive, già ridotti a causa delle fortissime condizioni limitanti e sostanzialmente concentrati ai bordi dell’ofiolite, non differiscono sostanzialmente dal circostante contesto di querceti misti, qui presenti in variante di ostrieti rupicoli con le influenze mediterranee già citate ed evidenziate in particolare dalla diffusione di Erica arborea. Il maggior interesse floristico è senza dubbio legato alla presenza di felci e specie erbacee specializzate, legate al chimismo delle ofioliti e distribuite in radi aggruppamenti rupicoli. Anche se non sono riscontrate specie di interesse comunitario, sono segnalate per rarità e pregio floristico le felci Asplenium cuneifolium e Cheilanthes marantae, l’ombrellifera Laserpitium latifolium, la scrofulariacea Linaria supina, poi Digitalis ferruginea, due Iberis (I. semprevirens e I. umbellata) e l’endemica Minuartia laricifolia, tutte specie montane, insieme a Staehelina dubia e Stipa pennata più legate invece ai climi caldi. Si tratta comunque di specie erbacee di piccola taglia, spesso con base legnosa, adatte a sopravvivere in condizioni difficili.

Fauna

Come per le piante, anche per gli animali l’ambiente rupestre offre condizioni di accantonamento e rifugio. A parte la Salamandra pezzata (Salamandra salamandra), presente presso il Torrente Vorè e probabilmente anche all’interno del sito, non sono disponibili ulteriori segnalazioni di fauna terrestre. E’ probabilmente l’avifauna a presentare gli aspetti più interessanti, con segnalazioni che riguardano rapaci diurni (Lodolaio, Sparviere, Pecchiaiolo, Astore e Aquila Reale) e specie di ambienti aperti quali Pernice Rossa, Codirossone, Culbianco, Succiacapre, Calandro, Tottavilla e Zigolo Muciatto. Nei torrenti è presente il Merlo Acquaiolo. Di interesse comunitario e di recente osservazione sono la farfalla Euplagia quadripunctaria e il grande rapace Biancone o Aquila serpentaria. Per quest'ultimo, ripetutamente avvistato, il sito rappresenta un ottimo ambiente di caccia.

Per saperne di più

Flora piacentina

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf1.99 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 10:40:00 GMT+2 ultima modifica 2022-07-06T16:05:38+02:00

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