Geologia, sismica e suoli

Il catasto della cavità naturali dell'Emilia-Romagna

Un sito interattivo che dà la possibilità di consultare il Catasto delle Cavità Naturali dell’Emilia-Romagna. Per ogni grotta è disponibile: una breve descrizione, i dati identificativi, il rilievo ed alcune immagini

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Sommario

Il Catasto delle grotte d'Italia

 Il Catasto Nazionale delle Grotte d'Italia, nato nel 1928 e gestito dal 1957 dalla Società Speleologica Italiana (SSI), è formato dall’insieme dei dati che determinano la posizione topografica e l’estensione accessibile delle cavità naturali esistenti sul territorio nazionale e ne consente l’identificazione univoca.
Il Catasto Nazionale dal 1973 si è dotato di una struttura decentrata su base regionale, in alcuni casi riconosciuta ed ufficializzata da specifiche leggi regionali, la SSI promuove e coordina il Catasto delle Grotte d'Italia tramite la Commissione Catasto, organo permanente consultivo e organizzativo che riunisce i curatori regionali.
In ciascuna regione amministrativa la Federazione Regionale di Speleologia o in assenza, l’assemblea degli speleologi della regione, gestisce il proprio Catasto delle Grotte.

Il Catasto delle Grotte dell’Emilia-Romagna

 pippistrello in volo

Nella nostra regione la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna (FSRER), gestisce un elenco di tutte le cavità naturali scoperte ed esplorate dai Gruppi Speleologici operanti sul territorio, elenco che trova origine da un primo nucleo di 122 grotte inserite già nel 1934 nel primo Catasto Nazionale, allora conservato a Postumia.

Provincia  Gessi messiniani  Gessi triassici  Altro  TOTALI
 PIACENZA      3  3
 PARMA      10  10
 REGGIO EMILIA  61  127  48  236
 MODENA      80  80
 BOLOGNA  229    54  283
 RAVENNA  199    11  210
 FORLI'-CESENA  5    28  33
 RIMINI  8    8  16
 FERRARA        0
TOTALE                                                                                         871


Il WEBGIS delle Cavità naturali dell’Emilia-Romagna

stallattitiDal 2009 il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli (SGSS) è responsabile della gestione informatica del Catasto delle Cavità Naturali della Regione Emilia-Romagna redatto dalla Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna (FSRER); procede alla georeferenzazione degli ingressi delle cavità e alla strutturazione dei dati geografici e tabellari del catalogo, per la loro integrazione nel sistema informativo del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli. Questo tipo di gestione integrata dei dati ha reso possibile la creazione di un progetto cartografico via web per la visualizzazione, l'analisi e l'interrogazione dei dati relativi alle cavità naturali, incrociati ad altri livelli informativi (topografia, geologia, foto aeree, ecc...). Un visualizzatore cartografico che permette di navigare all'interno di una mappa interattiva, con strumenti di posizionamento geografico e di interrogazione degli elementi presenti nei vari livelli cartografici che costituiscono la mappa.
La FSRER fornisce e mantiene costantemente aggiornati i dati identificativi e geografici, i rilievi grafici e la documentazione fotografica delle cavità a catasto e di nuova scoperta, presenti sul territorio regionale.

 

Il patrimonio speleologico dell’Emilia-Romagna

L’Emilia-Romagna è, in assoluto, la regione italiana con la minor estensione di rocce carsificabili presenti nel territorio. Nonostante questo, l’intenso e pluridecennale lavoro dei Gruppi aderenti alla Federazione Speleologica Regionale ha consentito l’esplorazione e lo studio di sistemi carsici gessosi che, per estensione e profondità, sono tra i maggiori dell’intera Unione Europea. Ogni anno nuove grotte si aggiungono a quelle già esplorate così ché il Catasto delle cavità naturali è da considerare una struttura in continuo aggiornamento.

Le grotte con il maggior sviluppo

 Nome  Comune  Sviluppo (m)
 Complesso Spipola - Acquafredda  Pianoro - S. Lazzaro di Savena (BO)  10.984
 Complesso Carsico Stella - Basino  Brisighella - Riolo Terme (RA)  4.800
 Complesso Carsico di Monte del Casino  Riolo Terme (RA)  4.639
 Complesso Carsico del Re Tiberio  Riolo Terme (RA)  4.434
 Complesso Carsico di Castelnuovo  Brisighella (RA)  2.231
 Grotta Michele Gortani  Zola Predosa (BO)  2.015
 Complesso Carsico della Tanaccia  Brisighella (RA)  2.000
 Grotta Serafino Calindri  S. Lazzaro di Savena (BO)  1.955
 Abisso Luciano Bentini  Brisighella (RA)  1.739
 Complesso Carsico Fantini - Garibaldi  Brisighella (RA)  1.498


Le grotte più profonde

Nome  Comune  Dislivello (m)
 Complesso Carsico di Monte Caldina  Villa Minozzo (RE)  *265
 Complesso Carsico di Monte del Casino  Riolo Terme (RA)  214
 Abisso Luciano Bentini  Brisighella (RA)  190
 Complesso Carsico del Re Tiberio  Riolo Terme (RA)  179
 Tre Anelli  Riolo Terme (RA)  144
 Abisso Mezzano  Riolo Terme (RA)  139
 Buca Romagna  Riolo Terme (RA)  118
 Complesso Carsico Fantini - Garibaldi  Brisighella (RA)  117
 Complesso Grotta Secca - Buco del Fumo  S. Lazzaro di Savena (BO)  116
 Grotta a Sud-Est di Ca’ Faggia  Brisighella (RA)  111

 

* il maggior dislivello al mondo delle grotte nei gessi


Zone Speleologiche e Aree Carsiche

webgis delle grotteLa compilazione delle schede catastali prevede, tra l'altro, la suddivisione del territorio regionale in Zone Speleologiche cioè zone omogenee sia dal punto di vista litologico che orografico, queste zone comprendono soprattutto aree in cui affiorano rocce carsificabili, ma anche aree in cui sono presenti grotte di origine prevalentemente tettonica.
In Emilia-Romagna le rocce carsificabili sono prevalentemente di origine evaporitica:
- evaporiti triassiche
- evaporiti messiniane
Raggruppando le Zone Speleologiche della regione che si trovano in territori costituiti da rocce carsificabili se ne ricavano cinque Aree Carsiche:

 mappa

 

Classificazione delle grotte

Allo scopo di determinare una gerarchia fra le cavità inserite a catasto, in tempi e con intenti molto diversi, si è deciso di stabilire una "classificazione" utile per valutare in modo più oggettivo il patrimonio carsico della Regione.

tondo rossoTIPOLOGIA A Grotte di massima importanza, di rilevanza generale per motivi: storici, folcloristici, culturali o scientifici. Cavità che presentano ingressi particolarmente evidenti che hanno sempre attirato l’attenzione creando interesse e il conseguente flusso di notizie, storie, leggende e ricerche caratterizzando la località in chi si aprono.

tondo arancioneTIPOLOGIA B Grotte di massima importanza speleologica per: dimensioni, particolarità geomorfologiche e idriche o biologiche. Cavità che, pur non avendo ingressi spettacolari, hanno caratteristiche interne molto importanti (collegate eventualmente a complessi carsici), tali da influenzare l’interesse per il territorio in cui sono contenute.

tondo verdeTIPOLOGIA C Grotte di media importanza speleologica per dimensioni, particolarità geomorfologiche e idriche o biologiche. Cavità con dinamiche attive che interessano l’attività speleologica di ricerca e monitoraggio.

tondo bluTIPOLOGIA D Grotte di modesta importanza per dimensioni, particolarità geomorfologiche o biologiche, scarsamente o non interessate da attività idrica. Cavità relitto, piccole cavità tettoniche, non collegate a sistemi carsici.

    TIPOLOGIA E Grotte estinte per: occlusione naturale o artificiale, crollo, avanzamento di fronte di cava, ecc.

Distinte in:


 cavità occluse TIPOLOGIA E1 Cavità occluse

 cavità distrutte TIPOLOGIA E2 Cavità distrutte

 

logo_infeaIl WEBGIS delle Cavità naturali dell'Emilia-Romagna è stato realizzato nell'ambito del Programma di informazione ed educazione ambientale INFEA della Regione Emilia-Romagna (bando 2009 - 2010): Progetto "Gessi dell'Emilia-Romagna"

 

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Hanno contribuito: Alberto Martini
09 novembre 2011
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