La successione sedimentaria olocenica
Nei primi 30-40 metri del sottosuolo della piana costiera e nella prima decina di metri al di sotto del fondale marino è custodita la successione sedimentaria che si è deposta negli ultimi 10.000 anni e dal cui studio sono emerse le conoscenze più rilevanti per comprendere l’attuale assetto del sistema mare-costa.
La successione registra il ciclo sedimentario trasgressivo-regressivo che si è deposto durante la fase di riscaldamento climatico, successiva all’ultima glaciazione, e che determinò lo scioglimento dei ghiacciai e il conseguente sollevamento del livello marino. La porzione trasgressiva del ciclo (inferiore a livello stratigrafico) è caratterizzata dai depositi paralici di piana costiera (ovvero di transizione tra terra e mare) e marini, in appoggio sui depositi di piana alluvionale pleistocenica, che documentano la relativa rapida risalita del livello del mare. La porzione regressiva è costituita da uno spesso cuneo di sedimenti deltizi e litorali che registra la stabilizzazione del livello del mare e la crescita e l’avanzamento verso est dei sistemi deltizi e di spiaggia.
In generale, dove la sequenza regressiva è maggiormente espansa si rinvengono circa 10-20 metri di depositi fini (argille e i limi di prodelta o di spiaggia sommersa esterna) su cui poggia uno spessore di circa 8-15 metri di depositi grossolani (sabbie di duna e spiaggia). A scala locale, questa sequenza tipo non sempre è rispettata e sono piuttosto frequenti le variazioni litologiche e di spessore, ben evidenti quando si correlano tra loro i log (colonne litologiche) delle indagini geognostiche. Questa complessità stratigrafica è tipica della costa ferrarese e ravennate, dove la successione olocenica è più spessa, estesa ed articolata. A sud di Cervia la stratigrafia è diversa, gli spessori generalmente inferiori e il prodelta si assottiglia fino a scomparire.
Al largo della piattaforma adriatica la trasgressione è registrata da lembi di spiagge relitte affioranti sui fondali a una profondità compresa fra 30 e 50 m, deposte durante fasi di relativa permanenza della linea di riva in un generale contesto di rapido arretramento e che oggi costituiscono importanti giacimenti sfruttati per il ripascimento delle spiagge.
Sezione geologica della successione olocenica a nord della foce del fiume Reno. La sezione mostra il ricoprimento dei depositi continentali (in marrone) da parte di quelli marini, lo spostamento progressivo delle barriere trasgressive (in blu) verso terra e il successivo avanzamento dei cordoni litorali e dei lobi deltizi verso mare (in arancio).
