Geologia, suoli e sismica

Il museo Sandra Forni

Nel Museo sono esposti minerali, fossili, suoli e rocce provenienti prevalentemente dal territorio dell’Emilia-Romagna e anche da altri paesi del mondo.

L'esposizione è organizzata in sezioni che trattano temi specifici; una particolare attenzione è rivolta ai più piccoli cui è dedicata la porzione inferiore di ogni vetrina. Una serie di pannelli esplicativi, la guida Memorandom e il servizio di audioguide supportano la visita.

Il Museo è intitolato a Sandra Forni, una collega del Servizio Geologico Sismico e dei Suoli, scomparsa prematuramente nel 2005.

LE SEZIONI DEL MUSEO

Fossili e paleontologia

fossili200x300.jpgNella vetrina trovano posto fossili di diversi organismi, animali e vegetali, risalenti a età differenti che illustrano il processo di formazione dei fossili e la loro importanza nella ricostruzione degli ambienti del passato. Alcuni dei fossili esposti provengono dall’Emilia-Romagna e documentano un periodo della storia geologica della nostra regione, il Pliocene (5.3 milioni di anni fa), quando al posto dell’attuale Pianura Padana si trovava un grande mare che lambiva un Appennino appena emerso.

Suoli

suolo_200x300.jpgIl suolo, che occupa la parte superiore della superficie terrestre, permette la vita dei vegetali, degli animali e dell’uomo ed è una risorsa indispensabile alla vita – come l’aria e l’acqua - non rinnovabile in tempi storici. Nel Museo sono illustrate le tecniche di studio dei suoli, il lavoro del pedologo e sono presenti campioni di suolo relativi agli 8 grandi ambienti dell'Emilia-Romagna cui corrispondono suoli diversi per origine, profondità e fertilità.

La donazione Mario Gallerani

mario.jpg E' una collezione di oltre 270 minerali provenienti da tutto il mondo e collezionati da Mario Gallerani, un emiliano-romagnolo di 95 anni che un anno fa ha scelto di donare le sue vetrine di minerali alla Regione Emilia-Romagna per far sì che queste bellezze continuassero a incantare le persone, soprattutto i giovani. La raccolta si concentra principalmente su un tematismo particolare, i gessi che costituiscono circa la metà della collezione (160). I minerali provengono da 33 diverse nazioni; l’Italia, rappresentata da tutte le regioni, ha il più alto numero di esemplari (120).

I minerali

minerale200x262.jpgMolto ricca la sezione dedicata ai minerali. L’esposizione illustra il processo di formazione dei minerali, le loro proprietà e i sistemi usati per la loro classificazione. Una parte è dedicata al contributo determinante delle risorse minerarie nello sviluppo della nostra civiltà e nel progresso tecnologico. Altre vetrine raccolgono minerali di straordinaria bellezza e rarità provenienti dall’Emilia-Romagna, da altre regioni italiane e altri continenti. Si tratta di campioni di grande pregio, rari e ormai introvabili a causa della chiusura di molte delle miniere di provenienza.

Geologia dell'Emilia-Romagna

gesso ER_200x300.jpgQuesta sezione è composta da quattro vetrine dedicate ad alcuni dei principali complessi rocciosi che costituiscono l’ossatura dell'Appennino emiliano-romagnolo: le ofioliti, le argille scagliose, le arenarie torbiditiche, i gessi messiniani. Il percorso permette di conoscere i processi di formazione di queste rocce, la loro composizione, i minerali ad esse associati e i principali usi cui sono destinate.

La carta geologica europea

Europa1881.pngIn fondo alla sala, visibile solo dall’esterno, il MuGG ospita la prima Carta geologica internazionale d'Europa (pdf2.1 MB), in scala 1:1.500.000. Realizzata dalla "Commissione internazionale di nomenclatura geologica" e dal "Comitato della carta geologica d'Europa" per il 2°Congresso Internazionale di Geologia che si tenne a Bologna nell'autunno del 1881.
Si tratta di un eccezionale documento storico e scientifico che rappresenta ancora oggi un lavoro fondamentale per la geologia moderna. Gli artefici della carta geologica crearono, già alla fine del XIX secolo, una carta che supera i confini religiosi e nazionali e che anticipava lo spirito di cooperazione che caratterizza l'Unione Europea di oggi.
La carta fu stampata a Berlino in 100 copie e si compone di 49 fogli.

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pubblicato il 2020/09/07 15:35:00 GMT+2 ultima modifica 2022-10-03T12:01:12+02:00

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