Geologia, suoli e sismica

ALLEGATO 2: "Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l'adeguamento sismico degli edifici."

Archivio interventi Sismica Forum 2004 - 2008
  •  Solai alveolari di Fabio Minghini del 02/03/2005 
    Ho una grande struttura in c.a. ed ho con necessità di utilizzare solai di tipo alveolare che la ditta fornitrice, mi calcola SOLAMENTE alle tensioni ammissibili. Come si concilia questo con i dettami dell'O.3274?
    Questa mi vieta (ovviamente) di calcolare parti di struttura con metodologie differenti (SL-TA)....
    Fabio, Minghini
  • progettazione in zona sismica di SANDRO ANASTASIO del 19/02/2005
    allegato SINTESI LIBRO CALCOLO ELEMENTI FINITI.doc (doc57.34 KB)
    SANDRO, ANASTASIO
    (anasta@inwind.it)
  • Tavolo tecnico Regioni di fausto giovannardi del 04/01/2005 
    Dall’esame di edifici in muratura posti in zona sismica di 2 categoria, il tavolo tecnico delle Regioni e Provincie Autonome fornisce i seguenti paragoni, tra i valori delle forze “sismiche” in rapporto a quelle verticali, così come risultano dalla norma vigente, dall’ordinanza 3274 e dalla bozza di modifica:
    Nuovi edifici in muratura:
    F/W
    D.M. 16-1-1996 0,42 59%
    OPCM 3274 0,71 100%
    Bozza Modif.3274 0,30 42%
    Edifici esistenti
    D.M. 16-1-1996 0,28 25%
    OPCM 3274 1,13 100%
    Bozza Modif.3274 0,35 31%
    Si rende inevitabile un commento:
    Fino all’entrata in vigore ( ma secondo il Ministro Lunardi non è mai entrata) dell’ordinanza 3274, si è progettato con il DM 16-1-1996, quindi con forze “sismiche” ridotte di circa il 40% per i nuovi edifici in muratura ed addirittura del 75% per quelli esistenti. Ne consegue che se è vero quanto riportato dall’ordinanza 3274 siamo di fronte ad una situazione di estremo pericolo ed occorre mettere mano subito al rinforzo di tutti gli edifici, non solo del patrimonio storico.
    A seguito di quanto sopra non si può non rimanere sorpresi ( e sconcertati) dai dati riportati nella bozza di modifiche all’ordinanza 3274, con i quali la commissione propone valori sostanzialmente in linea con il DM 16-1.1996 : un poco più bassi per i nuovi edifici ed un poco più alti per quelli esistenti.
    Se si trattasse di un gioco di società o di dare i numeri per il lotto, non ci sarebbe motivo di allarmarsi. Trattandosi purtroppo di dati forniti dal meglio che abbiamo in campo di sicurezza sismica, non possiamo rimanere tranquilli…anche perché queste “ norme” dobbiamo applicarle ed esserne noi responsabili.
    fausto, giovannardi
    (fausto@giovannardierontini.it)
  • Ordinanza post 3274 di fausto giovannardi del 01/10/2004
    Ordinanza: Ho "corretto" la 3274 con
    le modifiche proposte ottenendo i seguenti risultati formali:
    - 105 pagine di correzioni con 281 punti fanno si che solo una pagina della
    vecchia 3274 non sia modificata.(la pag 25)
    - ex novo i capitoli sulle
    fondazioni, prima rinviate all'apposito allegato.
    - rifatti completamente i capitoli
    6 Edifici in acciaio
    >7 edifici in acciaio cls
    >8 edifici in muratura
    >11 edifici esistenti
    - ex novo il capitolo 9 edifici con struttura in legno
    - aggiunti 2 allegati per edifici in muratura esistenti
    Se si considera che ad oggi sono disponibili solo 2 dei 16 volumi iuss
    annunciati con esempi etc. credo che la proroga non possa che essere
    molto lunga e qualcuno dovrebbe fare autocritica sull'opportunità delle Ordinanze in ambito di normativa tecnica.
    fausto, giovannardi
    (fausto@giovannardierontini.it)
  • Nuova modifica della 3274 di fausto giovannardi del 27/09/2004
    il DPC ha fornito un aggiornamento degli allegati 2 e 3 della 3274, a meno di 2 mesi dall'entrata in vigore. Sono 105 pagine fitte fitte di modifiche sostanziali. Sono arrivato a pag.12 ed ho trovato 4 errori formali:
    punto 15 -> a quale SL si aggiunge "ultimo"?
    punto 42 -> non è l'ultimo ma il penultimo.
    punto 54 -> non è il "d" ma "e"
    punto 71 -> non è la 5.10 ma la 5.12
    Continuo e ... solo errori formali?
    fausto, giovannardi
    (fausto@giovannardierontini.it)
    • Re: Nuova modifica della 3274 di fausto giovannardi del 30/09/2004 
      La nuova bozza cambia completamente la 3274. Resta invariata una sola pagina, la 25, ed il testo passa da 103 a 133 pagine, con la riscrittura di interi capitoli fondamentali e l'aggiunta di allegati etc.
      viene quindi spontaneo chiedersi se l'originaria tanto decantata 3274 era una buona norma oppure...
      Comunque stante la nuova bozza tutto l'iter formativo etc. deve essere rimesso in moto e quindi la proroga non potrà che essere di ulteriori 18 mesi, sperando che il Ministero delle infrastrutture trovi il tempo di fare le vere Norme.
      f austo, giovannardi
      (fausto@giovannardierontini.it)
  • A proposito di SLU e SLD di Nicola Cosentino del 19/07/2004 
    Alcune osservazioni:
    1 - Per strutture con q>2.5 lo spettro allo sld è normalmente più alto di quello allo slu: che senso ha verificare degli spostamenti sotto un'azione per la quale la struttura è già crollata?
    2 - La norma non "stimola" lo sviluppo di progetti ad elevato q factor ogni qualvolta sia lo sld a vincolare il dimensionamento.
    3 - Quando invece è lo slu a vincolare il dimensionamento, la norma non stimola l'uso di dispositivi per la dissipazione di energia (non parlo di isolatori ma di smorzatori) in quanto lo spettro allo slu non consente di combinare i benefici del q factor e dello smorzamento viscoso equivalente.
    Nicola, Cosentino
    (n.cosentino@katamail.com)
    • Re: A proposito di SLU e SLD di Luca Buzzoni del 30/07/2004
      Alcune precisazioni: nel momento in cui si utilizza lo spettro di progetto allo SLU per dimensionare una struttura, il raggiungimento dello stato limite NON corrisponde al crollo della struttura; le azioni sismiche utilizzate per il dimensionamento corrispondono alle forze a cui la struttura deve poter far fronte con le proprie risorse di resistenza. La pericolosita' sismica del sito (e quindi il sisma di progetto) rimane inalterata e ed e' rappresentata dallo spettro elastico (sempre maggiore dello spettro allo SLD). La differenza tra le azioni sismiche rappresentate dallo spettro elastico e quello di progetto viene coperta dalla duttilita' della struttura.
      Giova ricordare che la progettazione con analisi elastica-lineare con spettro di progetto "viene condotta per tener conto della capacita' della struttura di dissipare energia, principalmente attraverso un comportamento duttile o attraverso altri meccanismi, ed evitare un'esplicita analisi non-lineare della struttura" (Eurocodice 8, ENV1998).
      Questo significa, a mio parere, che si tratta di un'analisi "convenzionale" e che le azioni sismiche utilizzate sono azioni convenzionali, non direttamente rappresentative del livello di pericolosita' sismica del sito. Al contrario, le azioni utilizzate per le verifiche dello SLD rappresentano direttamente un sisma con una probabilita' di occorrenza di circa il 50% in 50 anni (la divisione dello spettro elastico per 2,5 serve proprio per passare da una probabilita' del 10% ad una del 50%).
      In riferimento al punto 3: non credo che nessuna normativa internazionale consenta di utilizzare l'analisi "convenzionale" con spettro di progetto nel momento in cui si impiegano sistemi di dissipazione, per diverse ragioni. Occorre quindi affidare totalmente la dissipazione ai dispositivi di controllo della risposta sismica e verificare la struttura per l'effettiva pericolosita' sismica locale (spettro elastico).
      Luca, Buzzoni
      (luca.buzzoni@arup.com)
      • Re: Re: A proposito di SLU e SLD di Andrea Bugamelli del 24/08/2004
        Certamente la struttura non crolla al raggiungimento dello stato limite ultimo (ci mancherebbe); soprattutto in quanto si deve progettare in modo tale da sfruttare la duttilità ed evitare la formazione di meccanismi (gerarchia delle resistenze); però è altrettanto certo che la struttura si danneggia; pertanto condivido l'osservazione dell'Ing. Cosentino: che senso ha verificare lo stato limite di danno con sollecitazioni superiori a quelle determinate per lo stato limite ultimo???
        Andrea, Bugamelli
        (abugame@tin.it)
        • Re: Re: Re: A proposito di SLU e SLD di Salvatore Miano del 01/09/2004
          Come gia evidenziato da altri interventi su questo forum la gerarchia delle resistenze non serve a evitare meccanismi, ma serva a evitare meccanismi fragili e quindi a rendere più probabili i meccanismi duttili cioè fortemente dissipativi.
          Per quanto riguarda inoltre il discorso SLD ed SLU bisogna chiarire che il sisma non è un sistema di forze ma uno spostamento imposto alla base. Per cui la capacità di resistere ad un sisma dipende dalla capacità di dissipare o meno energia. Posso quindi io decidere in base al livello di danneggiamento tollerabile se usare per uno stesso sisma più resistenza o più duttilità. Piu resistenza significa usare delle forze di progetto piu alte. La verifica allo SLD invece presuppone un comportamento quasi elastica della struttura e mi serve solo per valutare gli spostamenti. Se le forze eccedono il limite elastico della struttura vuol dire che avrò qualche sezione in cui potrò avere qualche snervamento delle armature e niente di più. Consiglio caldamente di leggere : "Criteri di progettazione antisismica degli edifici" Petrini,Pintoh, Calvi della IUSSPRESS
          Salvatore, Miano
          (miano.s@tin.it)
  • necessità di qualificare le imprese di sandro anastasio del 17/07/2004 
    In merito all'ordinanza Ministeriale 3274 che sicuramente ha il merito grandissimo di promuovere una modernizzazione e un aggiornamento sulle nuove e più raffinate tecniche di calcolo , vorrei focalizzare l'attenzione sul fatto imprescindibile che quando si parla di "costruzioni sicure" si parla implicitamente anche di "esecuzione e realizzazione" di costruzioni e non solo di progettazione.A mio parere viene poco considerato l'aspetto esecutivo che in realtà non ha meno importanza dell'aspetto progettuale ma ne dovrebbe essere la naturale continuazione.
    Cosa che molto spesso in realtà non si verifica proprio per una mancanza di collegamento fra queste due fasi per diverse ragioni.
    Accanto ad una evoluzione e ad un progresso delle procedure di calcolo e di rappresentazione grafica si sta verificando una sempre minore partecipazione dei tecnici progettisti e Direttori dei Lavori alle fasi e alle problematiche dell'esecuzione che vengono demandate all'Impresa e date per scontate. Teniamo presente che purtroppo la categoria dgli operatori edili non ha avuto in questi ultimi anni un ricambio generazionale , si fa sempre più affidamento su manovalanze del terzo mondo o provenienti da paesi poveri che non hanno la preparazione adeguata ai compiti sempre più complessi che attualmente il "costruire " richiede . Oggi moltissimi operatori nel campo dell'esecuzione non hanno purtroppo una preparazione adeguata soprattutto nel campo delle piccole e medie imprese. E se da una parte c'è sempre meno disponibilità da parte delle nuove leve di tecnici a frequentare i cantieri e ad acquisire quel minimo di esperienza necessaria per conoscere le modalità e le problematiche insite nelle operazioni dell'eseguire , dall'altra assistiamo ad un sempre maggior impoverimento del livello di preparazione e di esperienza del personale che opera nel campo dell'esecuzione , con la conseguenza drammatica di un pericoloso allontanamento e distacco fra la fase progettuale e la fase esecutiva.
    La mancanza di un collegamento e di una interconnessione intima fra le due fasi del progettare e del realizzare è destinata ad ingigantirsi nel caso delle costruzioni in zona sismica che , con le nuove normative , stravolgono in parte, consolidate procedure e consuetudini acquisite ormai da anni da chi "esegue materialmente le opere" e pertanto richiederebbero un aggiornamento culturale da parte di chi opera nella fase esecutiva ; a maggior ragione il fatto che molti tenici, soprattutto delle nuove generazioni, non conoscono le problematiche dell'esecuzione e non conoscono le abitudini e la cultura acquisita in questi ultimi 50 anni da parte di chi opera soprattutto nel campo delle costruzioni in c.a. in opera , porta a non prevenire fin dalla fase progettuale le difficoltà che possono presentarsi nella fase esecutiva (semplicemente perchè sono poco conosciute) e poi a non controllare quelle fasi esecutive che possono essere critiche e determinanti per la corrispondenza reale fra progetto e realizzazione. Corrispondenza troppo spesso lasciata in mano ad operatori poco preparati e coscenziosi e non verificata da tecnici che a volte , magari in buona fede, non sono sufficientemente scrupolosi nei controlli dell'esecuzione e collaborano poco con chi realizza non riuscendo a capire l'importanza fondamentale che ha un dialogo stretto e continuo fra progettisti , direttori dei lavori ed esecutori per avere la garanzia di una buona riuscita dell'opera.
    Pertanto ben vengano normative che migliorano e affinano i sistemi di calcolo ma dobbiamo far si che anche la fase esecutiva sia in grado di continuare nella realizzazione delle opere lo stesso livello qualitativo della progettazione , che se slegata dalla realizzazione rischia di rimanere letteralmente sulla carta e non sulle opere realizzate.
    Per dare questa continuità è indispensabile affidare le opere ad imprese in grado di dimostrare i necessari requisiti , requisiti che vanno stabiliti con normative rigorose e appositamente studiate ; è necessario che il personale che esegue abbia una adeguata preparazione e si aggiorni continuamente come avviene per i tecnici , è indispensabile eliminare completamente la possibilità di azione da parte di avventurieri irresponsabili privi dei necessari requisiti e di una adeguata preparazione certificabile e documentabile con rigore e serietà.
    Questo presupposto fondamentale è il naturale prosieguo del miglioramento che le norme hanno iniziato fermandosi però solo alla fase progettuale ; è necessario che si pensi con lo stesso rigore anche alla fase esecutiva che è altrettanto fondamentale per avere "costruzioni veramente sicure".
    Ritengo si sia fatto solo metà del lavoro di innovazione necessario curando gli aspetti della progettazione , è necessario anche completare con la stessa attenzione e scrupolosità questo lavoro di innovazione anche per la fase esecutiva , altrimenti si rischia di vanificare quanto fatto fino ad ora curando solo l'aspetto progettuale.
    sandro, anastasio
    ordinanza ministeriale 3274
    (anasta@inwind.it)
  • Contributo da "Ingegneria Sismica" n. 2/2004. di Giovanni Manieri del 30/06/2004
    Vedi messaggio in pari data su capitolo generale Ordinanza PCM 3274.
    Allegato Castellani_IS_2-2004.pdf
    (pdf199.37 KB)
    Giovanni, Manieri
    (gmanieri@regione.emilia-romagna.it)
  • Verifiche di edifici esistenti di Paolo Angeletti del 09/03/2004 
    Nei tentativi di applicazione delle "Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l'adeguamento sismico degli edifici" (allegato 2 all'ordinanza del PCM n. 3274/2003), con particolare riferimento agli interventi su edifici esistenti si stanno riscontrando significative difficoltà.
    L'allegato sintetico esempio, relativo a due edifici scolastici con strutture semplici a un piano, evidenzia risultati sorprendenti.
    Allegato Angeletti-Tortoioli.pdf
    (pdf53.26 KB)
    Paolo, Angeletti
    (paul28@infinito.it)
  • Contributi da "Ingegneria Sismica" n. 3/2003 di Giovanni Manieri del 09/03/2004 
    Vedi messaggio in pari data su capitolo generale Ordinanza PCM 3274.
    Allegato Castellani_Rugarli.pdf
    (pdf323.73 KB)
    Giovanni, Manieri
    (gmanieri@regione.emilia-romagna.it)
  • PILASTRI PREFABBRICATI di MARCO POGGIONI del 06/02/2004
    IL PUNTO 5.4.2. DELL'ORDINANZA 3274 PER I PILASTRI CALCOLATI IN CD"A" DEFINISCE IL TAGLIO DI GERARCHIA DELLE RESISTENZE DALL'EQUILIBRIO DEI MOMENTI RESISTENTI.
    MA SU UNA STRUTTURA PREFABBRICATA A PENDOLI ISOSTATICI, IN SOMMITA' HO UNA CERNIERA E QUINDI IL MOMENTO RESISTENTE E' NULLO. COME CI COMPORTIAMO IN QUESTO CASO.
    SEMPRE NEI PILASTRI PREFABBRICATI BASSI (DUE TRE PIANI)CON TRAVI COLLEGATE A CERNIERA IL MOMENTO NON SI INVERTE MAI, PERCHE'ALLORA DEVO FARE L'EQUILIBRIO DEI MOMENTI RESISTENTI DELL'ASTA CONCORDI QUANDO QUESTA SITUAZIONE NON SI AVRA' MAI. VENGONO FUORI DEI TAGLI ESAGERATI CHE IN REALTA' NON SI AVRANNO MAI.
    MARCO, POGGIONI
    (ingmarcopoggioni@libero.it)
    • Re: PILASTRI PREFABBRICATI di MARCO POGGIONI del 22/04/2004
      Ulteriori chiarimenti in merito al punto 5.4.2. dell'ordinanza 3274 per i pilastri prefabbricati.
      Il punto 5.4.2. dell'ordinanza 3274 per i pilastri calcolati in CD"A" definisce il taglio di gerarchia delle resistenze dall'equilibrio dei momenti resistenti. Ma su una struttura prefabbricata a pendoli isostatici, in sommita' ho una cerniera e quindi il momento resistente e' nullo, per cui il taglio effettivo massimo, per questa tipologia di pilastro, e' sicuramente la meta' di quello di un equivalente pilastro a nodi rigidi. Il divario ancora piu' grande con la realta' fisica si verifica sulle strutture sempre prefabbricate a due o tre piani con travi collegate a vincoli di cerniera e con pilastri monolitici. In questo caso nei modi predominanti il momento non si inverte mai. Secondo voi e’ giusto fare l'equilibrio dei momenti resistenti dell'asta concordi, quando questa situazione non si avra' mai. Vengono fuori dei tagli pazzeschi, in alcuni casi anche 100 t. Ricordiamoci che un pilastro di questo genere dissipa solo alla base. Non possiamo armare un pilastro prefabbricato con staffe fi 12 passo 5 a tutta altezza e poste in zone dove non servono assolutamente a niente. Ad un convegno dell'Assobeton del 29/03/2004, si veda l'allegato, hanno proposto un metodo che mi sembra piu' veritiero. Loro propongono di equilibrare il momento resistente alla base con i tagli dei vari modi e poi quadrano come al solito. Alla fine ottengono un taglio ragionevole. Analizzate l'allegato e dite che cosa ne pensate.
      Allegato taglio prefabbricato CD-A-.zip (zip530.93 KB)
      MARCO, POGGIONI
      pilastri prefabbricati
      (ingmarcopoggioni@libero.it)
  • Adeguamento sismico e sopraelevazione di Remo Semproli del 19/12/2003 
    La sopraelevazione di un piano di un edificio in muratura portante deve essere inquadrato secondo i punti C.5 (1 e 2) del DM '96 relativi alle nuove costruzioni in quanto la parte sopraelevata è un nuovo volume, oppure si deve procedere secondo le indicazioni del punto C.9 relativo agli interventi di adeguamento visto che il punto C.9.1. indica gli interventi di sopraelevazione come ricadenti in questa tematica?
    Esiste un supporto normativo o comunque autorevole dell' orientamento in materia oltre il DM del '96?Remo, Semproli
    (remo.semproli@poste.it)
  • Effetti del II ordine. di Roberto Trevisan del 02/12/2003
    • Re: Effetti del II ordine. di Sandro Anniballo del 12/12/2003
    • Re: Effetti del II ordine. di Sandro Anniballo del 05/12/2003
  • Modellazione della struttura di Roberto Trevisan del 02/12/2003
    • Re: Modellazione della struttura di Sandro Anniballo del 12/12/2003
      • Re: Re: Modellazione della struttura di MARCO POGGIONI del 22/02/2004
    • Re: Modellazione della struttura di Sandro Anniballo del 05/12/2003
    • Re: Modellazione della struttura di Sandro Anniballo del 05/12/2003
  • Fattori di Importanza (all.2 punto 4.7) di Massimo Mastella del 14/08/2003
    • Re: Fattori di Importanza (all.2 punto 4.7) di Alberto Amati del 10/10/2003
  • 3.2.5. Spettri di Progetto di Roberto Trevisan del 29/07/2003
  • 4.5.3. Analisi Modale di Roberto Trevisan del 29/07/2003
  • 5.4.5. Pareti di Roberto Trevisan del 29/07/2003
  • 5.4.2 - 5.4.5 Pilastri o Pareti? di Roberto Trevisan del 29/07/2003
  • 5.4.2. Pilastri di Roberto Trevisan del 28/07/2003
  • 5.4.1. Travi di Roberto Trevisan del 28/07/2003
  • 4.5.2. Analisi statica lineare di Roberto Trevisan del 28/07/2003

 

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pubblicato il 2012/03/01 16:30:00 GMT+2 ultima modifica 2013-05-08T12:31:00+02:00

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