L’erosione idrica del suolo è la perdita dello strato più superficiale del suolo a causa dell’azione dell’acqua piovana; l’asportazione del suolo determina non solo perdita di funzionalità e danni in situ ma ha ripercussioni anche in località più lontane per trasporto di materiale terroso nel reticolo idrografico.
La Regione Emilia-Romagna è occupata per più del 50% del suo territorio dai rilievi della catena appenninica. La morfologia dei versanti, la tipologia del substrato e l’uso agricolo del suolo rendono questi territori particolarmente sensibili a diverse forme di dissesto idrogeologico, tra cui particolarmente insidiosa è l’erosione idrica superficiale.

Per la valutazione dell’erosione idrica è stata applicata l’Equazione Universale della Perdita di Suolo di Wischmeier e Smith (USLE) nella versione di Renard et al.1997 (RUSLE). L’uso della modellistica è l’unico strumento utilizzabile in assenza di un vero monitoraggio che permetterebbe la misura diretta del fenomeno, anche se "fornisce un'approssimazione della situazione reale la cui accuratezza dipende, oltre che dal tipo di modello utilizzato, dalla qualità dei dati di input e dal peso attribuito ai vari parametri utilizzati" (Annuario dei dati ambientali 2017, ISPRA).

La RUSLE fornisce una stima della perdita di suolo per erosione idrica espressa in Mg*ha-1*anno-1 da intendersi come media annua di lungo periodo. Il valore stimato è sempre relativo a specifiche combinazioni di topografia del versante, uso del suolo e pratiche di gestione in un determinato contesto climatico ed ambientale.

La presente edizione (2025) è la quarta approssimazione della carta dell’erosione e ha riguardato solo l’area collinare e montana (definita area RUSLE). La nuova carta è stata elaborata nell’ambito delle procedure di valutazione del PSR 2014- 2020 da parte del dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia per conto della società Agriconsulting.

Le differenze riscontrabili rispetto all’edizione 2019, in particolare la riduzione del tasso di erosione medio rispetto all’edizione precedente, sono per lo più determinate da variazioni legate alla scala di acquisizione o al dettaglio delle informazioni impiegate. Sono state infatti utilizzate basi informative più aggiornate e a risoluzione migliore, oltre che valutazioni più specifiche dei fattori C e LS (per dettagli consultare le note illustrative).

A scala regionale è stata stimata una perdita media annua di suolo per erosione idrica di 7,45 Mg*ha-1*anno-1 , per una perdita complessiva annua di suolo di 16,8 Mt/anno. Ne risulta che il 24,4% dell’intero territorio regionale ha valori > 2 Mg*ha-1*anno-1, considerato come tasso di nuova formazione del suolo a partire dal substrato secondo Montgomery (2007) , mentre il 12,8% ha valori > 11,2 Mg*ha-1*anno-1, indicato dall’USDA come massima perdita di suolo tollerabile.

E' stata effettuata una valutazione del tasso di erosione per zone altimetriche (figura1).

Figura 1. Classi altimetriche (elaborazione 2025)

Classe di erosione
Pianura 
Collina
Montagna
Totale
Mg/ha/anno
%
%
%
%
aree non erodibili
7,24
4,77
4,29
16,31
0 - 2
39,44
6,15
13,70
59,28
2-6
0,95
1,60
6,45
9,01
6 - 11,2
0,14
0,96
1,50
2,61
11,2 - 20
0,05
1,43
1,09
2,56
20 - 50
0,02
3,21
2,22
5,45

>50

0,00

2,70

2,08

4,78

 

47,84

20,82

31,33

100,00

Tabella 1- Percentuale di superficie sul totale regionale per classi di erosione e per zone altimetriche

Figura 2. Ripartizione relativa delle classi di erosione in funzione delle zone altimetriche

Uso e gestione del suolo hanno una forte incidenza sui tassi di erosione; la vegetazione esercita un effetto protettivo (fattore C) dovuto sia alla capacità di assorbimento di parte dell’energia con cui la pioggia impatta sul suolo, sia di rallentamento del deflusso superficiale. Boschi e prati stabili garantiscono la maggiore protezione; i sistemi agricoli, specie quelli che lasciano il suolo privo di copertura per periodi dell’anno molto lunghi, come le colture primaverili-estive, e i sistemi naturali in evoluzione sottopongono il suolo a maggior rischio di erosione.

La copertura del suolo (fig. 3) è stata valutata nell’area RUSLE utilizzando il raster di uso del suolo sviluppato per la costruzione del fattore C (integrazione dell’uso del suolo RER 2020, lo strato degli usi agricoli AGREA 2023 e i dati OpenStreetMap ), mentre per la restante parte del territorio regionale (pianura) è stato utilizzato il raster derivato dall'uso del suolo regionale RER ed. 2020.

Figura 3. Carta dell’uso del suolo (II livello Corine Land Cover) elaborata ai fini del fattore C

CORINE Land Cover 2° livello

Superficie regionale %

Valori medi Mg/ha/anno

Valori totali Mg/ha/anno

perdita di suolo % sul totale

Seminativi

43,4

12,4

11,9

82,1

Colture permanenti

5,2

9,1

1,3

8,8

Prati stabili

3,7

4,9

0,2

1,6

Zone agricole eterogenee

0,1

4,6

0,0

0,2

Aree boscate

26,1

1,5

0,6

3,8

Vegetazione arbustiva e/o erbacea in evoluzione

3,1

13,1

0,5

3,6

Zone aperte con vegetazione rada o assente

1,2

50,1

0,8

5,8

Tabella 2. Valori medi di erosione per principali usi del suolo

La riduzione dell’erosione del suolo è uno degli obiettivi della PAC. La Commissione Europea ha scelto tra i vari indicatori per il monitoraggio dell’efficacia delle politiche agricole e ambientali comunitarie l’indicatore C.42- Riduzione dell’erosione del suolo (I.13). L’indicatore si compone di 2 sub-indicatori:

  1. stima della perdita di suolo per erosione idrica
  2. stima di area agricola affetta da un certo tasso di erosione idrica del suolo.

I sub-indicatori indicano le aree agricole suscettibili a tassi di erosione da moderati a gravi ossia >11 Mg*ha-1anno-1. Le figure 4 e 5 rappresentano su base comunale il valore medio di erosione calcolato sulle sole aree agricole e la percentuale di area agricola con valori di erosione > 11 Mg*ha-1anno-1.  Le aree agricole sono definite in base alla Carta dell’uso del suolo della figura 3 accorpando secondo le classi di secondo livello del Corin Land Cover gli usi a seminativo, colture permanenti e prati stabili che complessivamente occupano quasi il 53% del territorio regionale.

Figura 4. Valore medio di perdita di suolo ponderato sulle sole aree agricole per comune

Figura 5. Percentuale di area agricola con erosione > 11 Mg*ha-1anno-1 per comune

Effetti delle misure agro-ambientali del PSR 2014-2022 per la riduzione dell'erosione

La valutazione è stata effettuata simulando, sulle superfici oggetto di impegno ricadenti nell’area collinare e montana della regione, ovvero nei territori in cui il fenomeno erosivo assume maggiore rilevanza, due differenti scenari:

  • uno scenario "pre", rappresentativo delle condizioni ordinarie;
  • uno scenario "post", corrispondente all'applicazione degli impegni agroambientali previsti dalle diverse Tipologie di Operazione

La valutazione è stata effettuata esclusivamente sulle superfici realmente impegnate dalle singole misure, consentendo di stimare la riduzione della perdita di suolo ottenibile per ciascun intervento. L'analisi ha evidenziato come l'efficacia delle diverse misure sia strettamente legata al fattore della RUSLE sul quale esse intervengono.

L'analisi è stata svolta modificando esclusivamente i fattori della RUSLE direttamente influenzati dagli impegni assunti dalle aziende agricole. In particolare:

  • il fattore C è stato modificato per rappresentare gli effetti della copertura vegetale, degli inerbimenti permanenti e temporanei, delle rotazioni colturali, della semina su sodo e delle altre pratiche conservative;
  • il fattore L è stato ricalcolato simulando, mediante elaborazioni GIS, la presenza dei solchi acquai temporanei previsti dagli impegni del PSR;
  • il fattore K è stato aggiornato nei casi in cui gli impegni determinavano un incremento della sostanza organica del suolo, con conseguente riduzione dell'erodibilità.

Gli effetti più rilevanti sono risultati associati agli interventi che incrementano stabilmente la copertura del suolo, quali l'inerbimento delle colture permanenti e la conversione a prati permanenti, in grado di determinare riduzioni della perdita di suolo anche superiori al 50-60%.

Molto significativi risultano anche gli interventi che modificano la morfologia del deflusso superficiale, come la realizzazione dei solchi acquai temporanei, che consentono una sensibile riduzione della lunghezza efficace dei versanti.

Al contrario, gli interventi finalizzati prevalentemente all'incremento della sostanza organica producono effetti diretti più contenuti sulla perdita di suolo, pur rappresentando pratiche fondamentali per il miglioramento della qualità e della resilienza dei suoli nel medio-lungo periodo.

Tipo di operazione (PSR 2014-2022)

Superficie interessata (ha)

Fattori RUSLE modificanti

Riduzione media erosione

10.1.01 Produzione integrata

9.958

C, K, L

fino a 63%

10.1.03 Incremento della sostanza organica

9.958

K

fino a 0,2%

10.1.04 Agricoltura conservativa e incremento della sostanza organica

318

C, K

fino a 10%

10.1.07 Gestione sostenibile della praticoltura estensiva

1.810

C, K

fino a 90%

10.1.10 Ritiro seminativi dalla produzione per finalità ambientali

549

C, K

fino a 50%

11.1 e 11.2 Agricoltura biologica

105.045

C, K

fino a 10%

Tabella 3. Tipi di operazioni agroambientali e riduzione media dell’erosione attuale

Carte disponibili

Carta dell'erosione idrica attuale - modello RUSLE ed. 2025 . DOWNLOAD

Fattore di copertura del suolo C

Fattore di erodibilità del suolo K

Fattore morfologico S (pendenza del versante)

Fattore morfologico L (lunghezza del versante) nell'area RUSLE

Fattore erosività delle piogge R corretto nell'area RUSLE

Documenti

A chi rivolgersi 

Area Geologia, Suoli e Sismica