Riserva regionale Ghirardi
Un angolo di montagna dove il tempo sembra essersi fermato


Carta di identità
Istituita nel 2010 e ampliata nel 2026.
passando da 370 ha a 500 ha.
Provincia di Parma.
Comuni di Albareto e Borgo Val di Taro.

La Riserva naturale interessa la porzione sud-occidentale della Provincia di Parma, suddivisa tra i comuni di Albareto e Borgo Val di Taro e coincide con l’omonima Oasi WWF, che ricade all'interno dei bacini dei torrenti Rizzone, Remolà e Canal Guasto.
La biodiversità vegetale dei Ghirardi è molto elevata e poco omogenea. La variegata morfologia dell’area, caratterizzata dalla presenza di suoli calcarei o acidi, substrati rocciosi od incoerenti, versanti con diverse esposizioni, creano le premesse per microclimi ed habitat molto differenti. Sui versanti volti a settentrione dominano il querceto mesofilo con assoluta prevalenza di cerro ed i consorzi misti con carpino nero. I castagneti da frutto sono abbandonati da decenni, ma ancora caratterizzati da esemplari di diametro elevato, preziosi per la nidificazione dell’avifauna di bosco. Nella parte prossima al torrente compaiono la farnia ed il carpino bianco, con sottobosco a Leucojum vernum. Le zone non boscate si dividono tra prati regolarmente falciati, coltivi abbandonati e calanchi: i primi non risultano molto ricchi di flora spontanea con l’esclusione di alcune parcelle riconducibili ad habitat prativi che, pur nella loro limitata estensione, albergano un’elevatissima ricchezza in flora e fauna.
L’ampliamento della Riserva Naturale ha permesso di includere nuovi ambienti di straordinario valore ecologico e paesaggistico. Tra le aree più importanti entrano nella tutela prati stabili ricchi di biodiversità, calanchi con flora specializzata e ambienti umidi caratterizzati da rare concrezioni di travertino. Nella località Il Poggio sono stati protetti piccoli stagni naturali utilizzati dal tritone crestato italiano per la riproduzione, insieme a cerri e roverelle secolari che ospitano specie protette come il cervo volante e il cerambice della quercia. L’ampliamento comprende inoltre tratti di corsi d’acqua dove vivono il gambero di fiume autoctono e pesci di elevato valore naturalistico, oltre a pareti rocciose potenzialmente adatte alla nidificazione dei rapaci. Un intervento importante che rafforza la conservazione della biodiversità e degli habitat più preziosi del territorio
