Parchi, foreste e Natura 2000

IT4010002 - ZSC - Monte Menegosa, Monte Lama, Groppo di Gora

Superficie: 3494 ettari
Province e Comuni interessati: PARMA - 1953 ettari (Bardi), PIACENZA - 1541 ettari (Farini, Morfasso)

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4010002 (pdf198.28 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf303.48 KB) 

Quadro conoscitivo (pdf22.77 MB)

Piano di Gestione (pdf217.81 KB)

Descrizione e caratteristiche

Triturus alpestris apuanus. Foto Stefano Mazzotti, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003   Il sito si estende tra Morfasso e Bardi, a cavallo tra le province di Piacenza e Parma, e comprende la zona sorgentizia del torrente Arda tra i monti Menegosa (1356 m), Lama (1345 m) e Groppo di Gora (1306 m) in ambiente montano, selvaggio, ma lontano dal crinale principale. Rappresenta l'area dell'alta Val d'Arda più interessante per quanto riguarda gli aspetti naturalistici e paesaggistici. L’Arda scende dal Monte Lama tra enormi blocchi rocciosi, formando cascate, pozze e rapide. Il substrato roccioso è ofiolitico; il Monte Lama è costituito in particolare da diaspri. I boschi di Faggio sono più diffusi di quelli di Cerro e Roverella, frequenti sono le aree brulle e rocciose caratterizzate da brughiere, praterie o pascoli con vegetazione di tipo arbustivo a dominanza di Ginepro (Juniperus communis). La variabilità del paesaggio dà origine ad una componente floristica ricca e diversificata e offre habitat e rifugio a specie ormai non più presenti nei settori collinari e di pianura. Elevato è il valore paesaggistico anche per la suggestione dei panorami e la scarsissima presenza di insediamenti umani. Sono presenti una dozzina di conche lacustri e stagni di modeste dimensioni, originati da antiche frane, tutti in stato di senescenza avanzata. Tre conche lacustri più estese e di origine più recente si trovano presso Monte Cravola. Tutte queste aree umide sono circondate e parzialmente invase da vegetazione palustre. Ben ventidue habitat d’interesse europeo, dei quali cinque prioritari, più tre di prateria umida d'interesse regionale, ricoprono circa il 20% dell’area in esame, con prevalenza per boschi, arbusteti e praterie. Probabilmente non tutti i prati umidi e le torbiere sono classificati puntualmente, anche gli ambienti rupicoli per varietà e complessità meritano iulteriori ndagini specifiche sulle particolari caratteristiche di habitat.

Vegetazione

Pennacchi di Eriophorum angustifolium su prateria torbosa in alta quota. Foto Renato Gerdol, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Diverse sono le associazioni vegetazionali riscontrabili in funzione del tipo di substrato e dell'esposizione dei versanti. Nelle esposizioni settentrionali e in alto vegeta la faggeta, mentre in quelle meridionali dominano Cerro e Roverella. Sono presenti alcuni castagneti e qualche rimboschimento di conifere. Le aree boscate sono spesso frammiste a macchie arbustate, praterie aride e ambienti rupestri. Interessanti fitocenosi ripariali lungo i torrenti sono caratterizzate sia da vegetazione rupestre sia da piante legate strettamente all’acqua, come l’Ontano bianco (Alnus incana) e vari salici (Salix spp.); le boscaglie umide ospitano anche la rara Betulla verrucosa (Betula pendula). Nei boschi è presente il Vischio (Viscum album), poco comune altrove, oltre alla rara Fusaria maggiore (Euonymus latifolius). Al margine dei boschi è possibile rinvenire Aconitum lamarckii, rarissimo in provincia ed estremamente localizzato, Iris graminea, raro, unico Iris spontaneo della flora appenninica locale e la circumboreale Antennaria dioica. Nelle macchie arbustate, assieme al Ginepro, si rinvengono arbusti non comuni quali Amelanchier ovalis, Rhamnus alpinus e Rhamnus catharticus. Le radure aride ospitano anche la rara Alyssoides utriculata, specie a distribuzione mediterraneo-montana. Sulle ofioliti vegetano tipiche serpentinofite, quali Asplenium cuneifolium e Minuartia laricifolia ssp. ophiolitica assieme ad altre specie rare, adattate alle rupi quali Asplenium septentrionale, lberis sempervirens, Asperula purpurea, Cotoneaster integerrimus, Robertia taraxacoides endemica dell'Appennino, alcune sassifraghe e diverse specie del genere Sedum (S. acre, S. dasyphyllum, S. rubens, S. sexangulare, S. rupestre). Nelle brughiere alle quote più elevate, oltre al Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus), si rinvengono il Mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea), raro e localizzato, ed il falso-bosso Polygala chamaebuxus, ricordo delle trascorse epoche glaciali. Altre specie, la cui presenza è indicatrice di passati climi più freddi, sono: Trollius europaeus, Gentiana kochiana e tra le orchidee Traunsteinera globosa. Ulteriori presenze nel vasto corteggio di orchidee sono: Epipactis helleborine, E. palustris, E. atrorubens, E muelleii, E. microphylIa e Gymnadenia conopsea nelle stazioni umide e ombrose; mentre i prati aridi ospitano specie dei generi Orchis e Ophrys (Ophrys insectifera, O. apifera; Orchis morio, O. provincialis, O. simia, O. purpurea, O. mascula, O. pallens). Sono presenti le rare Coeloglossum viride e Corallorhyza trifida. Tra la vegetazione palustre che circonda e invade laghetti e stagni sono presenti giunchi (Juncus spp.), carici (Carex spp,) e tife (Thypa spp.), oltre a Phragmites australis e Caltha palustris; poi Ranuncolo d'acqua (Ranunculus trichophylius), Sparganio (Sparganium erectum) e, in alcune stazioni, anche Parnassia palustris e Menyanthes trifoliata. Tra le specie protette a livello regionale si segnalano infine Cephalanthera damasonium, C. longifolia, Platanthera bifolia, P. chlorantha, Aquilegia vulgaris, Armeria seticeps, Armeria plantaginea, Crocus vemus, Daphne laureola, D. mezereum, Dianthus carthusianorum, D. sylvestris, Galanthus nivalis, Doronicum columnae, Eriophorum angustifolium, Erythronium dens-canis, Gentiana ciliata, G. kochiana, G. pneumonanthe, Leucojum vernum, Lilium martagon, Saxifraga cuneifolia, S. moschata, Sempervivum tectorum, Tulipa australis, Vinca major e Vinca minor.

Fauna

Di notevole interesse naturalistico, sono presenti tra gli invertebrati i Coleotteri Gnorimus nobilis e Lucanus cervus, tra gli anfibi il Tritone crestato (Triturus carnifex) e il Tritone alpino (Triturus alpestris), tra i rettili il Colubro di Esculapio (Zamenis longissimus) e tra i chirotteri Orecchione (Plecotus auritus), Serotino comune (Eptesicus serotinus), Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii). L’avifauna è ricca e diversificata: nelle aree prative ed ecotonali nidificano Tottavilla (Lullula arborea), Calandro (Anthus campestris), Ortolano (Emberiza hortulana) e Averla piccola (Lanius collurio). E’ raro il Succiacapre (Caprimulgus europaeus). Tra gli uccelli legati all'ambiente rupestre e ai cespuglieti, sono presenti Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros), Zigolo nero (Emberiza cirlus), Strillozzo (Miliaria calandra), Culbianco (Oenanthe oenanthe), Fanello (Carduelis cannabina), Prispolone (Anthus trivialis) e Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris). Sul Monte Lama è osservato il Sordone (Prunella collaris), specie rara e tipicamente montana. La varietà di ambienti offre ideali siti di nidificazione e nutrizione a molti rapaci diurni: nidificanti certi sono Sparviere (Accipiter nisus), Poiana (Buteo buteo) e Gheppio (Falco tinnunculus). Sono da considerarsi nidificanti eventuali il Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) e il Falco pellegrino (Falco peregrinus). E’ stata osservata l’Aquila reale. L'ambiente boschivo ospita tutti i Piciformi presenti nella provincia.

Per saperne di più

Geositi: Monte Menegosa

Geositi: Monte di Lama

Flora piacentina

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf1.47 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 10:40:00 GMT+2 ultima modifica 2022-09-08T17:27:05+02:00

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