Parchi, foreste e Natura 2000

IT4020001 - ZSC - Boschi di Carrega

Superficie: 1283 ettari
Province e Comuni interessati: PARMA (Collecchio, Sala Baganza)

Il sito ricade interamente nel territorio del Parco regionale Boschi di Carrega

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4020001 (pdf177.96 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia occidentale

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf511.67 KB) 

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf5.98 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Progetto LIFE EREMITA

Descrizione e caratteristiche

 Caprioli. Foto Maurizio Bonora, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Il sito si estende sui terrazzi fluviali pleistocenici della fascia pedecollinare tra Taro e torrente Baganza. E’ delimitato a Nord dall’abitato di Collecchio, a Ovest dalla S.S. 62, a Est dalla strada che conduce a Sala Baganza e poi verso Sud fino a Maiatico. Costituisce l’ultimo lembo di una foresta destinata a parco e riserva di caccia dal XVII secolo. Buona parte della copertura vegetale spontanea é costituita da boschi, spesso molto fitti, di querce e da formazioni in cui le conifere si integrano con le latifoglie. Nei querceti prevalgono il Cerro e, in misura minore, la Rovere; la Roverella, invece, predilige le stazioni più soleggiate e si ritrova solo in querceti misti, dove nessuna specie prende il sopravvento sulle altre. Alle querce sporadicamente si aggiungono il Pino silvestre, che si può considerare spontaneo, e gli esotici Pino nero, Abete rosso e Abete bianco, introdotti oltre un secolo fa. Dal punto di vista botanico la zona si trova tra la fascia planiziale e quella dei querceti collinari, ma i numerosi corsi d'acqua che incidono più o meno profondamente il territorio, hanno localmente favorito l'instaurarsi di particolari condizioni climatiche che influenzano la vegetazione. Nelle umide vallecole sono, infatti, presenti condizioni ottimali anche per specie tipiche di quote ben più elevate rispetto alla zona, che oscilla fra 120 e 320 m di altitudine quali il Faggio. Nelle stazioni più fresche e umide i querceti si arricchiscono di Carpino bianco, dando vita a preziosi boschi mesofili ormai poco frequenti in regione, perché in passato largamente sostituiti da castagneti e coltivi. Molti degli annosi esemplari di Castagno che fino ai primi anni del novecento dominavano i boschi sono stati decimati dal mal dell'inchiostro e dal cancro corticale (due agenti patogeni che dal dopoguerra hanno fortemente ridotto il numero dei castagni). I castagneti rimasti sono stati parzialmente convertiti in boschi da taglio, con le caratteristiche ceppaie. Nel sito sono presenti anche colture cerealicole estensive, prati mesofili da sfalcio, boscaglie a Salix purpurea, arbusteti a Prunus spinosa, frutteti, invasi e laghetti artificiali. Ai confini meridionali del sito si trova un paesaggio a calanchi formatisi grazie all’azione erosiva delle acque sulle argille del Pliocene e del Quaternario inferiore, che affiorano nella zona; queste formazioni sono tra le zone più delicate e interessanti del sito, le argille grigie alla base dei calanchi sono ricche di affioramenti fossiliferi. Il sito è pressoché totalmente incluso nel più ampio Parco Regionale Boschi di Carrega. Sul lato Ovest è contiguo con il ZSC/ZPS IT4020021 "Medio e Basso Taro ".

Habitat e specie di maggiore interesse

Habitat Natura 2000. 9 habitat di interesse comunitario, dei quali 2 prioritari, coprono circa il 43% della superficie del sito: formazioni arbustive e steppiche oltre a tre tipi di prateria si alternano a tre tipi forestali dominanti (querceti, castagneti e pioppeti ripariali) con marginali habitat acquatici.
Specie vegetali. Nessuna specie di interesse comunitario (una vecchia stazione di Himantoglossum adriaticum non è stata confermata). Abbondano le geofite di sottobosco (bucaneve, dente di cane, croco) e, nel contesto continentale, il termofilo pungitopo Ruscus aculeatus. Nei laghetti artificiali prosperano ninfee e ranocchine del genere Najas. Tra le specie rare e minacciate è segnalata Ononis masquillierii.
Mammiferi. Presenti vari Chirotteri, tra i quali 2 specie di interesse comunitario (Rinolofo minore Rhinolophus hipposideros e Vespertilio di Bechstein Myotis bechsteini) e Pipistrello albolimbato Pipistrellus kuhlii. E’ segnalato l’Istrice ed è presente una significativa popolazione di Capriolo.
Zerinthia polixena. Foto Ivano Togni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Uccelli. Sono presenti almeno 6 specie di interesse comunitario delle quali 4 nidificanti (Succiacapre, Tottavilla, Ortolano, e Averla piccola) e 2 migratrici e svernanti (Albanella reale e Smeriglio). Tra le specie rare e/o minacciate a livello regionale vi sono Lodolaio, Assiolo, Upupa, Pigliamosche.
Rettili. Nei laghetti e negli invasi è presente una popolazione di Testuggine palustre Emys orbicularis, specie di interesse comunitario, in buono stato di conservazione.
Anfibi. Sono presenti 11 specie tra cui una specie di interesse comunitario: il Tritone crestato Triturus carnifex.
Invertebrati. Presenti 4 specie di interesse comunitario: Lucanus cervus e Cerambix cerdo , coleotteri legati ai querceti ed agli ambienti forestali con alberi marcescenti, Lycaena dispar, lepidottero legato alla vegetazione palustre; Gambero di fiume Austropotamobius pallipes nei rii e torrentelli che attraversano il sito. Degna di nota è la presenza del lepidottero Zerynthia polyxena, specie di interesse conservazionistico e dei vari cerambici della quercia C. miles e C. welensii

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf6.16 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 10:40:00 GMT+2 ultima modifica 2022-08-17T12:00:23+02:00

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