Parchi, foreste e Natura 2000

IT4020007 - ZSC - Monte Penna, Monte Trevine, Groppo, Groppetto

Superficie: 1689 ettari
Province e Comuni interessati: PARMA (Bedonia, Tornolo)

Territorio confinante con IT1331104 ZSC "Parco dell'Aveto" della Regione Liguria

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4020007 (pdf175.08 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf9.1 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Progetto LIFE EREMITA

Piano di Gestione  (pdf1.15 MB)

Descrizione e caratteristiche

La catena del Monte Penna. Foto Antonio Mortali, Consorzio Comunalie ParmensiIl sito include un vasto complesso montuoso scarsamente antropizzato, formato da affioramenti ofiolitici con rupi e grotte, che ospita le sorgenti dei fiumi Taro e Ceno. Le vette più alte sono il Monte Penna (1.735 m), sul crinale principale al confine con la Liguria, il Monte Trevine (1.651 m) e il Groppo (1.547 m) sul largo contrafforte proiettato verso Est a separare le due zone sorgentifere. Il Taro scorre verso Sud tra monti (Quatese, Carignone) alti 1200-1300 m, in vaste aree boscose quasi sempre situate oltre i 1000 m. Il sito è caratterizzato da faggete, praterie alpine e subalpine, praterie meso-igrofile, praterie cespugliate, pascoli, aree di roccia nuda e detritiche, corpi d'acqua interni con acque correnti e stagnanti, torbiere con vegetazione palustre. Insiste nei dintorni del Penna un complesso forestale demaniale (390 ha) in gran parte coincidente con l'oasi di protezione faunistica "Monte Penna" (438 ha), ambedue protese oltre il margine ovest del SIC, in direzione del rifugio Prato Mollo. Sono presenti sedici habitat di interesse comunitario, dei quali 4 prioritari, su un quarto della superficie del sito, con prevalenza per brughiere, praterie e ambienti rocciosi anche molto particolari per il substrato ofiolitico e il contesto geomorfologico delle caratteristiche "navi", sorta di depressioni detritiche doliniformi site in zona cacuminale e frutto dell'azione combinata tra agenti tettonici, erosione ed esarazione glaciale. I tipi forestali appaiono da riconsiderare per quanto riguarda l'attribuzione di habitat di faggeta, mentre l'attuale identificazione di soli ontaneti e castagneti sembra piuttosto riduttiva. Anche le torbiere, o semplicemente aree umide con vegetazione palustre spiccatamente montana, per quanto minuscole e remote, spesso sotto copertura forestale, meritano ulteriori ed approfondite indagini.

Vegetazione

Faggeta del Groppo. Foto Antonio Mortali, Consorzio Comunalie ParmensiEstese faggete, in gran parte derivate da antichi cedui convertiti in alto fusto, fanno da contorno ad un contesto vegetazionale spiccatamente montano nel quale non mancano aggruppamenti e presenze relittuali di tipo alpino in praterie e brughiere cacuminali dell’ambito dei vaccinieti. Alcuni esemplari di abete bianco, presenti al confine con la Liguria e da questa probabilmente provenienti, sono comunque di dubbio indigenato. Faggete termofile calcicole, lembi di castagneto e ginepreti completano, sia pur con popolamenti di limitata diffusione, un contesto di sufficientemente elevata biodiversità. L’abbondanza di vette rocciose e di affioramenti rupestri rende frequente la diffusione di cenosi erbacee pioniere. E’ presente almeno una specie di interesse comunitario, localizzata al margine del bosco: Aquilegia bertolonii. Tra le specie rare e minacciate sono segnalate le orchidee Coeloglossum viride e Epipogium aphyllum. Abitatrice delle torbiere, rarissima e particolare è la piccola carnivora Drosera rotundifolia. Sono queste le presenze più significative di un contesto floristico ancora in gran parte da esplorare e da approfondire.

Fauna

Per quanto riguarda i Mammiferi, è verosimile la saltuaria frequentazione da parte del Lupo, che potrebbe trovare in zona situazioni di utile rifugio, inoltre, tra i Chirotteri è riportata la presenza del Vespertilio di Natterer Myotis nattereri. L’avifauna è qualificatamente rappresentata da almeno cinque specie di interesse comunitario: Averla piccola, Tottavilla e Calandro sono nidificanti comuni, il Falco pecchiaiolo nidifica irregolarmente, mentre l'Aquila reale compare al di fuori del periodo riproduttivo. Gli Anfibi rivelano presenze interessantissime soprattutto dal punto di vista biogeografico: è certo il Geotritone di Strinati Speleomantes strinatii, mentre le segnalazioni di Speleomantes ambrosii in zona (che sarebbe endemico solo delle province di La Spezia e Massa) meritano approfondimenti specialistici. Degna di interesse è la presenza di Salamandra pezzata Salamandra salamandra e del Tritone alpestre Triturus alpestris. Tra gli Invertebrati è presente il Coleottero Rosalia alpina, specie di interesse comunitario prioritaria.

Per saperne di più

Flora piacentina

I Geositi dell'Emilia-Romagna

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf1.82 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 10:40:00 GMT+2 ultima modifica 2022-09-08T17:26:36+02:00

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