Parchi, foreste e Natura 2000

IT4020014 - ZSC - Monte Capuccio, Monte Sant’Antonio

Superficie: 900 ettari
Province e Comuni interessati: PARMA (Fornovo di Taro, Solignano, Varano de' Melegari)

Territorio confinante con IT4020021 ZSC-ZPS

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4020014 (pdf184.2 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf1.98 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf22.7 MB)

Piano di Gestione (pdf2.06 MB)

Descrizione e caratteristiche

Praterie e cespuglieti pre-forestali. Foto Stefano Mazzotti, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003   Area collinare del medio-basso Appennino parmense, è situata presso la confluenza del torrente Ceno nel fiume Taro. Comprende ambienti diversi: lungo il lato occidentale si trova il bacino calanchivo del Rio Grassalo, modellato prevalentemente nelle Marne di Monte Piano e in parte nelle Argille Varicolori, una serie continua di solchi e creste desertiche quale risultato dell’intensa erosione superficiale delle acque meteoriche sulle tenere rocce argillose; verso est emergono i due rilievi arenacei di Monte Capuccio (457 m) e Monte Sant’Antonio (736 m) digradanti verso il Taro, del quale sono compresi i vasti depositi alluvionali, terrazzi coltivati e il greto ghiaioso presso Oriano. L’ambiente è collinare, tendenzialmente argilloso e arido: il bosco, localizzato intorno al Monte Sant’Antonio, sul versante nord del Monte Capuccio e lungo il Taro in pregevoli lembi ripariali, è complessivamente ridotto al 25% dell’area. Domina un mosaico di cespuglieti e ginepreti (35%) alternati a praterie xeriche e mesiche, con estesi popolamenti calcifili, solo in parte soggetti a coltura (25%), mentre i coltivi, di caratteri estensivo, non superano il 10% dell’area. Completano il quadro calanchi nudi e ambienti fluviali di greto ghiaioso con acqua a corrente veloce. Il sito è in gran parte incluso (735 ha) nell'Azienda Faunistico-Venatoria "Monte Capuccio". Il grado di disturbo antropico, data la localizzazione del sito e la facile accessibilità, è abbastanza elevato. Undici tipi di habitat d’interesse comunitario (due prioritari) coprono il 38% della superficie del sito: almeno 5 ripariali, tra i quali il particolarissimo saliceto di tipo alpino a Myricaria, più quello forestale a salici e pioppi, poi praterie, da quelle pioniere su pendii detritici fino a quelle più evolute, ed arbusteti, soprattutto di ginepro comune.

Vegetazione

Querceto xerofilo di roverella. Foto Ivano Togni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003La copertura forestale, a dominanza di Carpino nero e Roverella, include popolamenti ripariali (soprattutto sul Taro) di salici e pioppi e isolati frammenti di castagneto da frutto. Massima rappresentatività spetta al Ginepro, che è abbondante nelle zone calanchive meno disturbate, che tende a popolare lande e prati calcicoli più o meno alterati, ma che solo localmente tende ad edificare popolamenti stabilmente strutturati: i bassi versanti tendono rapidamente a essere colmati da vegetazione arbustiva e forestale dei Prunetalia. Le praterie, mesiche, xeriche o migliorate, sono tendenzialmente calcifile e sovente a carattere pioniero là dove predominante si fa la componente argillosa: estremamente variata e interessante è la composizione specifica, con presenze di notevole interesse conservazionistico: è il caso della rarissime Sulla minore (Hedysarum humile), di Serapias neglecta, orchidea con pochissime stazioni appenniniche in versante adriatico, e di molte specie del genere Ophrys. Il difficile ambiente calanchivo, colonizzato da tenaci graminacee quali Poa pratensis, P. bulbosa e Dactylis glomerata, ospita cuscinetti della rara Ononis masquillierii. Sul Sant’Antonio sono segnalate anche specie (protette) montane, quali Paeonia officinalis, Lilium martagon, Aquilegia atrata, Orchis pallens: il corrispondente quadrante nel Censimento della Flora regionale protetta (1996), riporta un contingente di 25 specie diverse, tra le quali l'orchidea d'interesse comunitario Himantoglossum adriaticum.

Fauna

Così come per la flora, anche relativamente alla fauna, per via della variata mosaicatura ambientale, sono riportate numerose segnalazioni, per quanto siano necessari aggiornamenti e conferme. Per quanto riguarda l’avifauna, è accertata la presenza nidificante per Succiacapre (Caprimulgus europaeus), Averla piccola (Lanius collurio), Ortolano (Emberiza hortulana) e Tottavilla (Lullula arborea). Di interesse comunitario è anche l'anfibio Triturus carnifex, presente nelle pozze delle aree calanchive. Il sito è potenzialmente adatto ad ospitare altre specie ornitiche (per es. Albanella minore), Chirotteri (quali Eptesicus serotinus, Myotis daubentoni e Pipistrellus kuhli) ed una ricca fauna di Vertebrati (Mammiferi, Anfibi e Rettili) dei quali non si hanno segnalazioni certe. La ricca fauna ittica del Taro conta cinque specie di interesse comunitario: Barbo (Barbus plebejus), Barbo canino (Barbus meridionalis), Lasca (Chondrostoma genei), Vairone (Leuciscus souffia) e Cobite comune (Cobitis taenia). Nel Taro è anche segnalata la presenza del gasteropode d’interesse comunitario Vertigo moulinsiana. Presenti negli ambienti forestali gli Insetti di interesse comunitario Cerambix cerdo e Lucanus cervus; necessita di conferme la presenza del Cerambice Isotomus barbarae, specie endemica.

Per saperne di più

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf7.25 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 09:40:00 GMT+1 ultima modifica 2022-07-06T15:07:44+01:00

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