Parchi, foreste e Natura 2000

IT4030005 - ZSC-ZPS - Abetina Reale, Alta Val Dolo

Superficie: 3444 ettari
Province e Comuni interessati: REGGIO EMILIA (Villa Minozzo)

Territorio confinante con IT4030004 ZSC-ZPS, con IT4030006 ZSC-ZPS e con IT5120002 ZSC 'M. Castellino - Le Forbici' della regione Toscana

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4030005 (pdf202.27 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori  

Parco nazionale Appennino Tosco-Emiliano 

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf1.16 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf10.42 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Progetto LIFE EREMITA

Descrizione e caratteristiche

Abetina e boschi misti dell'orizzonte del faggio. Foto Stefano Mazzotti, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Il sito si estende sul lato settentrionale del crinale dell'Appennino tosco-emiliano, da Le Forbici a Monte Giovarello, ed include le zone sorgentifere del torrente Dolo e del suo affluente torrente Lama, delimitata a Sud dalla dorsale del crinale che dal Monte Prado arriva al Monte Giovarello e a Nord dalla dorsale Alpe di Vallestrina - Monte Ravino. Il sito si estende a Nord di Civago, comprende il Monte Beccara e termina a Sud dell’abitato di Riparotonda. Gli imponenti ed estesi affioramenti rocciosi che sovrastano a Nord il Rifugio Battisti, della dorsale Alpe di Vallestrina - Monte Ravino e di La Penna di Civago sono costituiti da Arenarie del Monte Modino mentre le rocce della dorsale del crinale sono Arenarie del Macigno. Le praterie d’altitudine e i vaccinieti occupano superfici significative, in particolare sulle cime del Monte Giovarello, dell’Alpe di Vallestrina e del Monte Ravino. Le faggete sono predominanti e nella zona dell’Abetina sono inframezzate da Abeti bianchi e Abeti rossi, talvolta di dimensioni eccezionali. Presenti anche castagneti, querceti, incolti, e la stretta valle del torrente Dolo con boscaglie di tipo igrofilo. Il sito ricade per circa il 47% all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il sito comprende un'area di 826 ha di proprietà demaniale denominata "Abetina Reale", con l'antica Segheria oggi rifugio.

Habitat e specie di maggiore interesse

Habitat fluviale di tipo montano. Foto archivio Parco Nazionale Appennino Tosco-EmilianoHabitat Natura 2000. 22 habitat di interesse comunitario, dei quali 5 prioritari, coprono quasi il 40% della superficie del sito, a prevalenza di annose, solenni formazioni forestali di faggeta e zone prative sovrastanti: significative ma localizzate sono le formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, alternate a formazioni erbacee relitte alpine e a praterie magre di arrenatereto o alopecureto. In faggeta sono ben insediati popolamenti di abete bianco, di prevalente e storica introduzione antropica, accanto a faggete mesotrofiche e (forse in prevalenza) oligotrofiche su suolo sottile ad esposizione meridionale. Castagneti, ontaneti e driopterido-ostrieti di forra completano un panorama forestale continuo e tradizionalmente coltivato, alternato e soprattutto sovrastato da formazioni arbustive (vaccinieti) ed erbacee di quelli che un tempo erano grandi pascoli.  Specie vegetali. Segnalata Primula apennina, specie di interesse comunitario prioritaria. Tra le specie rare e/o minacciate figurano Epipogium aphyllum, Coeloglossum viride, Empetrum hermaphroditum, Swertia perennis, Triglochin palustre, Geranium argenteum, Globularia incanescens, Leucantemum ceratophylloides, Cicerbita alpina, Aconitum lycoctonum ssp. neapolitanum. Numerose orchidee, soprattutto montane e di prato umido come Leucorchis albida, Corallorhiza trifida e Traunsteinera globosa, popolano margini e zone umide torbose.
Mammiferi. Significativa presenza di Lupo (specie prioritaria di interesse comunitario). Presenti due specie di Chirotteri di interesse comunitario: il Miniottero Miniopterus schreibersi e il Vespertilio di Blyth Myotis blythii.
Uccelli. 4 specie di interesse comunitario nidificano nell'area: Succiacapre, Calandro, Tottavilla e Averla piccola. Presente ma non nidificante è l'Aquila reale. Tra le specie nidificanti rare e/o minacciate a livello regionale figurano Beccafico e Luì verde.       Rettili e Anfibi Probabilmente è Rana temporaria l'abitatore più tipico degli stagni in quota, mentre Natrice dal collare e Orbettino frequentano regolarmente anche gli ambienti forestali.
Invertebrati. Presenti 2 specie di interesse comunitario: il Gambero di fiume Austropotamobius pallipes e il Lepidottero Eterocero Euplagia quadripunctaria, specie prioritaria.

Per saperne di più

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf1.44 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 09:40:00 GMT+1 ultima modifica 2022-09-05T14:32:47+01:00

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