Parchi, foreste e Natura 2000

IT4030009 - ZSC - Gessi Triassici

Superficie: 1907 ettari
Province e Comuni interessati: REGGIO EMILIA (Ventasso, Castelnovo ne' Monti, Villa Minozzo)

Il sito ricade per poco meno di metà nel Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4030009 (pdf196.47 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Parco nazionale Appennino Tosco-Emiliano 

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf5.66 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf8.99 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Progetto LIFE EREMITA

Piano di Gestione (pdf1.92 MB)

Descrizione e caratteristiche

Fiume Secchia e Gessi Triassici. Foto Giuliano Bianchini, archivio fotografico Appennino Reggiano IAT Castelnuovo ne' Monti REIl sito comprende un tratto di circa 10 km dell’alta val Secchia lungo il quale il fiume ha profondamente inciso una vasta formazione di gessi antichi (triassici) che attualmente formano i bianchi e ripidi fianchi del fondovalle. A causa dell'elevata solubilità della roccia gessosa, sono diffusi fenomeni carsici superficiali (doline, forre ed altre forme di erosione) e sotterranei (grotte, inghiottitoi e risorgenti) a caratterizzare geomorfologicamente vasti settori del sito. I gessi sono di colore bianco, a volte anche grigio chiaro, arancio e rosa, ed inglobano masse rocciose diverse tra le quali dolomie scure, dall'alto contenuto in materia organica. L'origine dei gessi, dovuta alla precipitazione e accumulo di sali in corrispondenza di prolungate fasi di fortissime evaporazioni in periodi caldi, presso ambienti di laguna marina di circa 200 milioni di anni fa (Trias superiore), giustifica il termine generico di evaporiti con il quale viene appellato questo tipo di rocce. La successiva compattazione e stratificazione della formazione geologica è poi stata sconvolta dall’orogenesi e innalzata tra le circostanti formazioni, tutte facenti parte del Complesso caotico delle "Argille scagliose". Rupi, formazioni erbacee e arbusteti sono gli aspetti più salienti di un paesaggio, quello gessoso, sempre aspro, differenziato e ricco di contrasti, per molti aspetti non dissimile da quello che caratterizza anche gli altri Gessi presenti in regione (che sono più recenti - messiniani - e per alcuni aspetti solo un po’ più collinari in senso "mediterraneo"). Non mancano foreste, tra le quali vari castagneti, e una ricca vegetazione ripariale nello spettacolare, unico nel suo genere, gigantesco alveo ghiaioso del Secchia. Il sito ricade per circa il 40% all’interno del Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano e presenta livelli di antropizzazione molto discontinui. Almeno 20 habitat di interesse comunitario, dei quali 6 prioritari, coprono circa la metà della superficie del sito: spiccano gli ambienti acquatici, fluvio-ripariali, di sorgente e risorgente e quelli rupicoli, di ghiaione, rupe e grotta, oltre a vari tipi di prateria umida, fresca o arida, arbusteti e boschi.

Vegetazione

Fonti di Poiano. Foto Mario Vianelli, archivio Servizio Valorizzazione e Tutela del Paesaggio della Regione Emilia-RomagnaMolto particolari sono le paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae che caratterizzano le Fonti di Poiano (le risorgenti carsiche più grandi della regione) e altri arrivi minori dai complessi carsici, non tutti esplorati o esplorabili, che affluiscono nel letto del Secchia, a sua volta contornato o invaso da vegetazione bentica di Chara ed alghe a candelabro, vegetazione eutrofica di Magnopotamion o Hydrocharition, arbusteti ripariali a Myricaria germanica o Salix elaeagnos, vegetazione sommersa di ranuncoli acquatici, argini melmosi con vegetazione del Chenopodion rubri e Bidention p.p., bordi torbosi o limosi con Molinieti e, naturalmente, foreste riparie di Salix alba e Populus alba. Praterie semiaride e formazioni a Juniperus communis si alternano a vere e proprie garighe di Fumana ed Elicriso lungo i versanti assolati, per lasciare il posto a densi ostrieti ed altre formazioni forestali lungo i freschi versanti settentrionali, di chiara impronta submontana. Oltre ai castagneti, di interesse comunitario, sono da segnalare aggruppamenti di Pinus sylvestris locale (popolazioni appenniniche disgiunte, di grande interesse fitogeografico). In questo multiforme e contrastatissimo contesto in cui dominano le rocce e gli habitat rifugio  sono molteplici, e sicuramente da implementare, le segnalazioni di specie rare e minacciate, quali l'orchidea d'interesse comunitario Himantoglossum adriaticum, le igrofile Triglochin palustre, Typha minima, Myricaria germanica e Epipactis palustris, gli arbusti alto-montani Rhamnus saxatilis e Cotoneaster nebrodensis, poi ancora Artemisia lanata (uniche stazioni in Emilia-Romagna per questo genepì), Ononis rotundifolia, Helianthemum oelandicum, Convallaria majalis, Saxifraga lingulata, Staphylea pinnata, Digitalis ferruginea.

Fauna

Succiacapre (Caprimulgus europaeus). Foto Fietta, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Per quanto riguarda i Mammiferi, è significativa la presenza di siti riproduttivi del Lupo, specie prioritaria di interesse comunitario. Delle diverse specie di Chirotteri presenti nelle grotte dei Gessi triassici, sono segnalati con certezza il Barbastello e i Rinolofi maggiore e minore Rhinolophus ferrumequinum e R. hipposideros. L’avifauna è presente con almeno 6 specie di interesse comunitario di cui quattro nidificanti (Succiacapre, Martin pescatore, Tottavilla, Averla piccola); Nibbio bruno e Falco pellegrino compaiono durante i periodi di dispersione post-riproduttiva e di migrazione. Tra le specie nidificanti rare o minacciate a livello regionale, figurano Upupa e Pigliamosche. Per gli Anfibi è segnalata una popolazione in eccellente stato di conservazione di Speleomantes italicus (la segnalazione di S. ambrosii è quasi certamente da rivedere) e la diffusione di Tritone crestato Triturus carnifex. Nel Secchia, la ricca ittiofauna annovera almeno 4 specie di interesse comunitario (Barbo Barbus plebejus, Barbo canino Barbus meridionalis, Lasca Chondrostoma genei e Vairone Leuciscus souffia), oltre al Ghiozzo padano Padogobius martensii. Gli Invertebrati infine annoverano due specie di interesse comunitario: il Lepidottero Ropalocero Lycaena dispar, legato alla vegetazione delle zone umide, e il Coleottero Osmoderma eremita, specie prioritaria. La diffusione di querceti e ambienti forestali rende probabile la presenza di Coleotteri di interesse comunitario quali Lucanus cervus e Cerambix cerdo. Da segnalare infine la presenza dell’anfipode stigobio Niphargus poianoi, specie endemica legate alle sorgenti ricche di sali.

Per saperne di più

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf955.59 KB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

ultima modifica 2022-09-08T16:26:25+01:00
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