Parchi, foreste e Natura 2000

IT4080012 - ZSC- Fiordinano, Monte Velbe

Superficie: 505 ettari
Province e Comuni interessati: FORLI'-CESENA (Meldola, Predappio)

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4080012 (pdf163.94 KB)

Note esplicative al formulario

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf2.62 MB)

Descrizione e caratteristiche

Seminativi e incolti in ambiente argilloso. Foto Ivano Togni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Collocato sulla collina forlivese lungo il contrafforte che separa il Rabbi dal Bidente, tra Predappio e il Gualdo, il sito include essenzialmente il lembo residuo dell’ultimo bosco su terreni acidi a Quercus petraea del forlivese e gli anfiteatri calanchivi che dal Monte Velbe si estendono verso il Fosso Pondo, a oriente della cresta che digrada verso San Colombano. Il bosco relitto di Fiordinano giace su cappellaccio di sabbie quaternarie a reazione acida; altri boschetti a dominanza di Roverella su terreni viceversa a reazione basica sono localizzati più a sud lungo il medesimo spartiacque dove affiorano molasse e conglomerati pliocenici, mentre il grosso del sito comprende in definitiva il tipico paesaggio naturale dei calanchi, con ambienti prativi aridi alternati ad arbusteti e alberi sparsi.
Questi ambienti naturali d’interesse conservazionistico, che peraltro ospitano una discreta biodiversità, sono inframmezzati da colture tradizionali a rotazione o estensive a basso impatto e, all'opposto, circondati dalle tipiche colture intensive di fondovalle a ridosso di centri urbani popolati come Predappio, Meldola, Cusercoli, con qualche rischio di vulnerabilità delle specie e degli habitat dovuto alle pressioni antropiche di un territorio pedemontano fortemente abitato. La copertura forestale, ancorchè di grande rilievo conservazionistico, è limitata sotto al 10%, mentre la forma di copertura dominante è quella erbaceo arbustiva delle plaghe argillose.
Le caratteristiche geomorfologiche e vegetazionali determinano la presenza di sei habitat (tre prioritari), dei quali quattro in parte sovrapposti, di tipo forestale e arbustivo. I rimanenti due di prateria completano il quadro d'interesse comunitario che riveste complessivamente circa un terzo della superficie del sito.

Vegetazione

L'orchidea Orchis tridentata. Foto Ivano Togni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Tra siepi e boschetti termofili di Quercus pubescens, Acer campestre e Ulmus minor sparsi nel sito, spicca per poco più di tre ettari la Selva di Fiordinano, ancora abbastanza conservata nella composizione nonostante le utilizzazioni per via delle quali da un lato mancano alberi vecchi, dall’altro in alcuni settori preme l’invadente Robinia. Rovere (Quercus petraea) soprattutto, e Carpino bianco (Carpinus betulus ) sono accompagnati da qualche Cerro, Ciavardello e Nocciolo, con sottobosco di acidofile altrettanto spinte quali Geranium sanguineum, Erythronium dens-canis, Cistus incanus ed Erica arborea (questi ultimi soprattutto ai margini) in una compagine non ancora definitivamente indagata ma dal chiaro significato relittuale. Simile a Scardavilla per via del substrato sabbioso, ne differisce per la dominanza di Rovere, dovuta anche alla quota (380 m) che è in effetti più elevata di quella tipica dei boschetti su terreni ferrettizzati, rispetto ai quali quella di Fiordinano è qualcosa di più che una semplice stazione disgiunta. Lo conferma forse, ed è una caratteristica di alcuni settori della bassa montagna romagnola, la presenza di Polygala chamaebuxus, specie d’origine alpina. Per il resto, praterie ed arbusteti, anche su calanco, rivelano una certa mediterraneità e, a tratti, abbondate presenza di orchidee quali Orchis tridentata, Ophrys apifera, O. bertolonii, Dactylorhiza maculata, Epipactis microphylla e Spiranthes spiralis. L'eventuale rilievo floristico della zona, mai portato compiutamente a termine, riserverebbe senza dubbio segnalazioni importanti, non solo in campo orchidologico ma anche per altri gruppi tassonomici.

Fauna

Nido a terra di Albanella minore (Circus pygargus). Foto Pierandrea Brichetti, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Il sito è relativamente ricco di specie faunistiche mediterranee. Per quanto riguarda i mammiferi, attualmente mancano dati sui pipistrelli; si segnala invece la presenza di Istrice (particolarmente a suo agio nei boschetti sabbiosi di medio-bassa quota), Puzzola e Tasso.
L’avifauna è presente con specie di ambiente termofilo collinare, Albanella minore (Circus pygargus), Averla piccola (Lanius collurio), Ortolano (Emberiza hortulana), Tottavilla (Lullula arborea) e Succiacapre (Caprimulgus europaeus). Non mancano Usignolo, Picchio verde, Picchio rosso, Torcicollo, Codirosso, Gufo comune, Assiolo, Barbagianni e alcune Silvie. E’ presente il Tritone crestato e, tra i rettili, il Saettone (Zamenis longissimus). Vanno citati infine vari invertebrati di interesse naturalistico, dal Lepidottero Eterocero (Euplagia quadripunctaria) di interesse prioritario, al Cervo volante (Lucanus cervus) e al Cerambice Eroe (Cerambix cerdo), coleotteri legato agli ambienti forestali.

Per saperne di più

Il Museo dell'Ecologia di Meldola

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf3.62 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

ultima modifica 2019-06-10T14:13:02+01:00
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