Parchi, foreste e Natura 2000

IT4090002 - ZSC - Torriana, Montebello, Fiume Marecchia

Superficie: 2472 ettari
Province e Comuni interessati: RIMINI (Poggio Torriana, Rimini, Santarcangelo di Romagna, San Leo, Verucchio) FORLI'-CESENA (Sogliano al Rubicone)

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4090002 (pdf, 284.19 KB)

Note esplicative al formulario (pdf, 1.26 MB)

Enti gestori

Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Romagna

Regione Emilia-Romagna

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf, 1.62 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf, 15.54 MB)

Piano di Gestione (pdf, 1.96 MB)

Seleziona dal Riepilogo le Misure regolamentari del settore agricolo previste nel Sito e cartografate (visualizzabili in formato KMZ e scaricabili in formato SHP) 

Descrizione e caratteristiche

Querceto xerofilo con sclerofille mediterranee. Foto Maurizio Sirotti Ecosistema, archivio del Servizio Sistemi informativi geografici della Regione Emilia-RomagnaIl sito comprende settori pedecollinari ripariali e collinari dell’entroterra riminese per un estensione di circa 14 km lungo il Marecchia dalle ex cave Incal di S.Giustina in comune di Rimini, a valle del ponte sulla provinciale 49 tra Santarcangelo e S.Martino, fino al limite con Novafeltria a monte, a ricomprendere (dal 2016) l'importante stazione per la libellula Coenagrion mercuriale presso Pietracuta di San Leo. Oltre al largo letto anastomizzato del Marecchia, che delimita il sito ad Est, sono comprese le colline e le rupi di Torriana e Montebello fino all’Uso e al suo affluente Rio Morsano. I rilievi giacciono su un’estrema propaggine della colata del Marecchia, un complesso di argille scagliose sulle quali galleggiano la rupi calcarenitiche di Torriana (la Scorticata) e Montebello ed altre emergenze minori, compatte, a prevalenza di “calcare di S.Marino”. Notevoli sono l’affioramento traslato di gesso selenitico messiniano che precede Montebello e lo scoglio calcareo della Madonna di Saiano, irto e isolato presso il Marecchia. Rupi con pareti scoscese e accumuli detritici al piede, versanti calanchivi e morfologie arrotondate su argille caratterizzano il movimentato paesaggio dei primi castelli malatestiani alle spalle del grande Marecchia biancheggiante di ghiaie, in ambienti a carattere mediterraneo tra i più marcati della regione, per quanto riguarda in particolare i recessi rupestri e di prateria-arbusteto. Il medio-basso corso del fiume Marecchia presenta vegetazione alveale igro-nitrofila, boscaglia a Salix purpurea; lembi di boschi umidi o mesofili misti, ridotte superfici ricoperte da vegetazione palustre dominata da Cannuccia (Phragmites australis) in laghetti di acqua dolce poco profondi, derivati per riempimento di antiche cave di ghiaia, una fitta mosaicatura insomma di ambienti umidi nei differenti stadi, dallo stagno al canneto alla selva ripariale . La vicinanza del mare e la frequenza di substrati rocciosi determinano profonde influenze mediterranee che permeano una notevole varietà di habitat non solo rupestri, erbacei ed arbustivi termofili, ma anche ripariali e fluviali. Le foreste, prevalentemente xerofile (querceti caducifogli e componenti mediterranee sempreverdi), sono relegate in secondo piano (solo l’11% della superficie del sito) e includono anche pinete di impianto artificiale. Il grado di antropizzazione è elevato anche se l’asperità dei luoghi ne facilita almeno in parte la conservazione. Ben ventidue habitat di interesse comunitario, dei quali sette prioritari, coprono complessivamente poco meno di un quinto della superficie del sito, con prevalenza per i tipi di prateria più o meno arbustata e di ripa sia con acque correnti sia ferme, anche con interessantissime facies torbose. Il sito riveste estrema importanza biogeografica nella zona di confine e collegamento tra Continente e Mediterraneo e tra Appennino e pianura subcostiera.

Vegetazione

Prateria xerofila con Arundo plinii. Foto Ivano Togni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003La carta regionale della vegetazione riporta numerosi tipi con grado di artificializzazione debole o medio-debole: boschi mesofili a querce e latifoglie miste (Laburno-Ostryon) tra le quali Acer obtusatum e Carpinus orientalis; querceti caducifogli con sclerofille mediterranee (Cytiso-Quercion pubescentis, Lauro-Quercion pubescentis) tra le quali Leccio, Fillirea, Terebinto, Ligustro, Pyracantha coccinea e Osyris alba; boschi su suoli umidi (Populetalia albae); arbusteti e boscaglie alveali a salici (Salicetalia purpureae); prati a Bromus erectus e Brachypodium pinnatum colonizzati da arbusti sparsi o raggruppati in piccole colonie dalla fisionomia variabile; vegetazione arbustiva a ginepri oppure di specie miste con folti aggruppamenti di Cannuccia del Reno (Arundo plinii); aggruppamenti erbacei radi con Phleum ambiguum dei pendii collinari su rupi e vegetazione subalofila dei calanchi argillosi (Parapholido-Podospermion cani) che ospita tra le altre la rarissima Plantago maritima e l’endemica Artemisia cretacea. Vegetazione igro-nitrofila dei Bidentalia tripartiti e canneti dei Phragmitetalia caratterizzano il contesto ripariale, che comprende anche lembi di xerobrometo delle ghiaie soprelevate con Ononis natrix e Bothriochloa ischaemon. La flora annovera specie rare e importanti quali Ononis masquillierii e Helianthemum jonium, oltre a numerose orchidee quali Himantoglossum adriaticum, Orchis coriophora e Serapias parviflora, quest’ultima nell’unica stazione conosciuta per l’Emilia-Romagna. Recentissimi rilievi hanno accertato la presenza di Cladium mariscus in una ventina di stazioni, di Tipha laxmannii  in due stazioni con migliaia di individui, di Juncus subnodulosus, Carex viridula, Rumex palustris, Schoenus nigricans e dell'orchidea Epipactis palustris in densi e floridi aggruppamenti. Ancora, con il Progetto LIFE "Eremita", nei margini umidi del Marecchia sono stati rilevati Typha minima, Utricularia australis e Baldellia ranunculoides, in quelli prativi invece il non comune Tulipa oculus-solis.

Fauna

Biscia d'acqua o Natrice dal collare (Natrix natrix). Foto Ivan Mazzoni, archivio personaleL’avifauna annovera un'ottantina di specie di interesse comunitario, delle quali circa la metà regolarmente nidificanti. Le aree prative sono un importante sito di nidificazione di Albanella minore (Circus pygargus), Succiacapre (Caprimulgus europaeus), Calandro (Anthus campestris) e Calandrella (Calandrella brachydactyla). Dubbia la nidificazione del Nibbio Milvus migrans (estremamente localizzato in Regione), stabile quella del Pecchiaiolo (Pernis apivorus). Importante garzaia per garzetta, nitticora, sgarza e, di recente insediamento, marangone minore (Phalacrocorax pygmeus). La varietà degli ambienti favorisce, tra le specie migratrici, gli Irundinidi, gli Alaudidi (Quaglia), i Silvidi, il Passero solitario e l’Upupa. I mammiferi, oltre ai chirotteri Ferro di cavallo minore e maggiore di All.II, più altri sei pipistrelli di allegato IV dal serotino ai piccoli vespertili, contano il Quercino (Eliomys quercinus), la Puzzola (Mustela putorius) e l'Istrice (Hystrix cristata). Dei vertebrati minori occorre segnalare il Tritone crestato (Triturus carnifex), l’Ululone ventregiallo, la Raganella italica, il Saettone e la Luscengola (Chalcides chalcides). L’importante popolazione ittica nel fiume Marecchia comprende, tra le altre, tre specie di interesse comunitario: Cobite comune (Cobitis taenia), Lasca (Chondrostoma genei) e Barbo (Barbus plebejus). Da verificare con certezza eventuali nuclei di Vairone (Leuciscus souffia muticellus) e Rovella (Rutilus rubilio). Per gli Invertebrati, ricordando che il Gambero di fiume rimane più a monte, sono presenti di interesse comunitario il Gasteropode terrestre Vertigo angustior, due specie di Lepidotteri (Callimorpha quadripunctaria, Lycaena dispar) e due di Coleotteri (Lucanus cervus e Cerambix cerdo). La contiguità con un'importantissima stazione di Damigella di Mercurio (Coenagrion mercuriale), libellula endemica mediterranea di interesse comunitario in generale rarefazione, ha indotto un ampliamento del sito nel territorio di San Leo, presso Pietracuta, per circa 70 ettari.

Per saperne di più

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf, 3.92 MB)

Ampliamento del 2016 a Pietracuta (pdf, 907.68 KB) (DelGR n.1876-2016 (pdf, 225.95 KB))

Inquadramento territoriale

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pubblicato il 2011/12/02 10:40:00 GMT+2 ultima modifica 2019-06-10T15:15:51+02:00

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