Il primo corrisponde alla spiaggia sommersa interna caratterizzata dalla presenza diffusa di strutture sedimentarie macroscopiche (barre e truogoli, bassofondi, escavazioni, ecc.). Il secondo dominio, corrisponde alla spiaggia sommersa esterna, è compreso tra le quote -2/-4 metri e i -4,5/-9 metri e mostra un fondale più regolare con pendenze più blande. Il terzo dominio, che si sviluppa al di sotto dei-4.5/-9 metri con pendenze ancora più lievi, appartiene alla zona di transizione alla piattaforma. I passaggi da un dominio all’altro si registrano a profondità maggiori prevalentemente nei settori centrale e meridionale della costa mentre i valori minimi si osservano nel settore ferrarese dove i limiti tra i vari domini tendono progressivamente ad essere meno netti e a scomparire verso nord. Osservando l’andamento delle batimetrie risulta piuttosto evidente che tale zona si comporta come un ampio golfo limitato a nord dalla foce del Po di Goro e, a sud, dalla foce del fiume Reno, con fondali di bassa profondità e con pendenze blande.

Le strutture sedimentarie macroscopiche tipiche della spiaggia sommersa interna sono costituite da barre longitudinali e oblique alla linea di costa e riflettono i processi della dinamica litorale sotto-costa come quelli alimentati dalle correnti di ritorno e dalle correnti lungo costa.

Nei tratti di costa protetta, una gran parte dei bassofondi si forma dietro alle opere di difesa rigide distaccate, ad esempio i tomboli. Le escavazioni possono approfondirsi fino a oltre 4 metri rispetto al fondale circostante e si osservano in corrispondenza dei sistemi di scogliere tra Rimini e Cesenatico, tra Porto Garibaldi e Lido delle Nazioni e nei sistemi a celle (misti e soffolti) presso Lido di Dante e Lido Adriano. Le escavazioni possono essere collegate ai processi che agiscono trasversalmente alla costa (cross-shore), ad esempio associati a correnti di ritorno generate da mareggiate e a flussi concentrati con sospensione generati da piene fluviali, che sono in grado di innescare l’erosione e la deposizione dei sedimenti nella spiaggia sommersa e pertanto di influire sulla conformazione dei fondali.

Ad una distanza di circa 35 km dalla riva, con una blanda pendenza e una morfologia per lo più piana, il fondale marino raggiunge una profondità di 35–40 metri; la copertura sedimentaria è costituita da sabbie via via sempre più fini man mano che ci si allontana dalla riva e da argille e limi di prodelta e di transizione alla piattaforma al largo.