Geologia, suoli e sismica

Biodisponibilità dei metalli pesanti nel suolo

A cosa serve conoscerla?

I suoli contengono naturalmente metalli pesanti in quantità variabili a seconda della roccia/sedimento su cui si sono formati.

Nello strato più superficiale (chiamato anche ”top soil”), al contenuto naturale si aggiunge il contributo legato alle attività umane dovuto all’uso del suolo, alla gestione agronomica e alla ricaduta atmosferica.

I metalli contenuti nello strato superficiale possono andare incontro ad assorbimento da parte delle piante per azione delle radici e/o a lisciviazione in profondità per azione dell’acqua piovana. Diventa quindi importante non solo conoscere quanto metallo è contenuto nel suolo ma anche quanto può essere asportato dai due fenomeni sopra descritti perché questa porzione detta biodisponibile è quella che maggiormente interagisce con la biosfera e influisce sulla salute delle piante, delle acque e dell’uomo.

Norman Rockwell. Who’s Having More Fun (Kids Eating Corn)La conoscenza della biodisponibilità parte quindi dal suolo la cui caratterizzazione costituisce l’elemento chiave che condiziona le successive valutazioni sulla sicurezza alimentare e sul rischio per la salute e per l’ambiente. L’analisi della biodisponibilità è presente in molte normative europee (Belgio, Germania, Svezia, Gran Bretagna etc) ma non in quella italiana sebbene siano state effettuate nell’ambito della caratterizzazione delle aree agricole della “Terra dei fuochi”.

 

Come si determina?

Esistono diverse metodologie per la determinazione della biodisponibilità e a livello scientifico è ancora in corso un ampio dibattito; l’uso di uno standard internazionale favorisce la confrontabilità dei risultati a livello locale, nazionale e internazionale consentendo una condivisione maggiore sulla terminologia in uso.

Lo standard di riferimento scelto dalla Regione Emilia Romagna è la norma ISO 17402:2008 “Soil quality--Requirements and guidance for the selection and application of methods for the assessment of bioavailability of contaminants in soil and soil materials”, al cui interno viene evidenziata la distinzione fra biodisponibilità potenziale e biodisponibilità effettiva per indicare rispettivamente la frazione massima di metallo mobilizzabile e la frazione effettivamente mobile nelle condizioni ambientali alle quali si è campionato.

Cosa fa la Regione?

Dal 2014 al 2020 il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, in collaborazione con il laboratorio della sezione ARPAE di Ravenna, ha determinato la biodisponibilità in campioni superficiali di suolo (profondità standard tra 20-30 cm), raccolti nei siti di rilevamento della Carta del Fondo naturale-antropico, relativamente a sette metalli (As, Cr, Ni, Cu, Zn, Pb, Sn). Sono stati analizzati un numero variabile di campioni con le tre seguenti metodologie:

  • DTPA (metodo DM13/09/99 XII.I): rappresentativo della biodisponibilità potenziale per le piante e le acque (250 campioni);
  • NITRATO DI AMMONIO (metodo DIN 19730; 2008): rappresentativo della biodisponibilità effettiva per il passaggio suolo-pianta, la cosiddetta frazione scambiabile (342 campioni);
  • CESSIONE IN ACQUA CON RAPPORTO 1/10 (metodo UNI-EN 12457-2; 2004): rappresentativo della biodisponibilità effettiva per il passaggio suolo-acque, la cosiddetta frazione solubile (340 campioni).

I valori ottenuti sono relativi al tipo di suolo e al sito di campionamento ma forniscono comunque un dato significativo vista la rappresentatività dei siti rispetto alla gestione agronomica ordinaria e ai suoli regionali. A questo scopo i risultati delle tre estrazioni sono stati valutati rispetto al contenuto pseudo totale in acqua regia, suddividendoli per gruppi di suolo ad affinità geochimiche (Unità Genetico Funzionali), basati su tessituragrado di alterazioneprovenienza del sedimento su cui si origina il suolo e sul contenuto in sostanza organica. La numerosità di campioni per singola UGF varia molto e quindi alcuni risultati sono più consolidati di altri.  

In questa prima edizione del rapporto Biodisponibilità dei metalli pesanti nei suoli agricoli della pianura emiliano-romagnola (2021) (pdf4.54 MB) è contenuta una descrizione dei risultati relativamente ai dati ottenuti con il metodo di estrazione in nitrato di ammonio ed in DTPA; seguirà il rapporto completo contenente anche i dati relativi alla cessione in acqua.

Norme e atti

Documenti

A chi rivolgersi

Area Geologia, Suoli e Sismica
Settore Difesa del Territorio

Dott. Nazaria Marchi
Telefono 0515274266

Azioni sul documento

pubblicato il 2018/07/13 14:50:00 GMT+2 ultima modifica 2022-04-08T14:43:18+02:00

Valuta il sito

Non hai trovato quello che cerchi ?

Piè di pagina