Parchi, foreste e Natura 2000

Fauna

Parco regionale Trebbia

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Generalità

Occhione - autore Tiziana GironiSotto l’aspetto faunistico l’area è interessata dalla presenza delle specie tipiche delle conoidi dei corsi d’acqua dell’Appennino settentrionale, adattate a contesti ambientali steppici quali le ampie fasce di prateria arida limitrofe all’alveo di piena e tipologie ambientali in costante rarefazione in regione quali prati aridi di conoide, greti e isole ghiaiose fluviali, fasce riparie, ecotoni umidi e boscaglie ripariali, siti di nidificazione in particolare per specie ornitiche di interesse comunitario. Per la collocazione geografica il Trebbia è interessato dal transito e dalla sosta di numerosi migratori, in particolare anatidi, che si spostano dai quartieri di svernamento a quelli di nidificazione.
La conoide del Trebbia svolge inoltre un ruolo chiave nella conservazione dell’Occhione (Burhinus oedicnemus), specie conservazionistica a livello europeo e nazionale.


 

Gli uccelli

Nel parco la contiguità di ambienti diversi permette la nidificazione di numerose specie di uccelli propri degli ambienti prativi e di margine (Averla piccola, Calandro, Calandrella, Succiacapre), degli ambienti più propriamente fluviali (Martin pescatore) e dei greti ghiaiosi (Fraticello, Sterna comune, Occhione, specie rara che nidifica regolarmente sul greto fluviale e nelle adiacenti aree cespugliate). L'alveo fluviale è frequentato a scopo alimentare o come sito di sosta e passaggio durante le migrazioni da Ardeidi (Airone bianco maggiore, Nitticora, Garzetta), limicoli e rapaci. L'area di conoide del Fiume Trebbia ospita una delle ultime popolazioni provinciali autosufficienti di Starna (circa un centinaio di esemplari) ed è rilevante negli argini spondali la presenza di colonie di Topino e Gruccione.

I mammiferi

Pipistrello albolimbato- autore Tiziana GironiTra i mammiferi da segnalare la presenza di diverse specie di Chirotteri, tra i quali Serotino comune (Eptesicus serotinus), Rinolofo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), Vespertilio di Blyth (Myotis blythii) Pipistrello di Savi (Hypsugo savii), Pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus), Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii) e Vespertilio di Daubenton (Myotis daubentonii).
In particolare nel tratto del territorio a monte del ponte stradale di Tuna il Rhinolophus ferrumequinum appare scarso e localizzato, mentre il Vespertilio di Blyth trova rifugio sotto le arcate del ponte stradale di S. Antonio. Il Vespertilio di Daubenton, vincolato alla presenza di superfici d’acqua per la caccia, è assente, pressoché tutto l’anno, nei tratti di fiume dove si ha una completa secca estiva.

I rettili

L'erpetofauna conta numerose specie tipiche degli habitat collinari e di pianura; quelle di maggior interesse conservazionistico sono: Biacco (Hierophis viridiflavus), Natrice viperina (Natrix maura), Natrice dal collare (Natrix natrix), Natrice tassellata (Natrix tessellata), Ramarro (Lacerta viridis), Lucertola campestre (Podarcis sicula).

I pesci

Per quanto riguarda i pesci, sono segnalati Cobite comune (Cobitis taenia), Barbo canino (Barbus meridionalis), Barbo comune (Barbus plebejus), Lasca (Chondrostoma genei) e Vairone (Leuciscus souffia).

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pubblicato il 2012/05/28 17:35:00 GMT+2 ultima modifica 2013-03-01T17:44:00+02:00

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