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Storia

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Cenni storici

Rupe di Badolo - autore Fabio Ballanti (Archivio Servizio Parchi)I primi stabili insediamenti, risalenti al Neolitico (3000 a.C. c.a) e all'età del Bronzo, sono stati rinvenuti a Monte Adone. Successivamente, durante l'età del Ferro, molte sono le testimonianze della civiltà Villanoviana.
All'espansione etrusca (metà del VI sec. a.C.) si deve, nel V sec., la fondazione del centro artigianale (ceramiche e lavorazione dei metalli) di Misa, presso Marzabotto, lungo una via commerciale che dall'Etruria interna portava al porto fluviale di Spina, vicino a Comacchio. Attività che entra in crisi con l'invasione celtica (seconda metà del IV sec.), in particolare, per la zona in esame, dei Galli Boi. La conquista romana è della fine del terzo sec.; ne consegue una razionale urbanizzazione del territorio della quale è testimonianza, in Val di Setta, presso Sasso Marconi, l'acquedotto di età augustea, tuttora funzionante, che rifornisce Bologna.
Dopo il crollo dell'Impero e il regno gotico, il territorio è interessato, dal VI sec., dalla resistenza bizantina alla penetrazione longobarda verso l'Esarcato, fino alla caduta di Bologna nel 727.
Il medioevale Comune cittadino, che si afferma nel corso del sec. XI, nel suo espandersi verso la montagna si scontra con le potenti famiglie feudali che la controllano, in particolare, quasi alle porte di casa, con i Conti di Panico: la lotta fra il Comune, in cui la parte guelfa ha preso il sopravvento, e questa fiera famiglia ghibellina si protrae fino al 1306 - 1307, quando i Bolognesi riportano vittorie decisive e distruggono il castello di Panico.
Per controllare e difendere le conquiste nella montagna, sul finire del XII sec., vengono istituiti i Podestà, sostituiti, nel XIII sec., dai Capitani della Montagna, con sede inizialmente a Castel di Casio e, successivamente, a Vergato. L'esigenza di una amministrazione anche giudiziaria, locale e diffusa, determina, nel 1376, l'istituzione dei Vicariati, che sono all'origine dei moderni comuni, quando, nel sec. XVIII, questa magistratura si estingue. Battedizzo e Badolo, riferendosi alla zona illustrata, dipendono dal Vicariato di Caprara sopra Panico fino al 1539, anno in cui sono aggregati a Bologna. La storia della zona rifluisce in quella più vasta del Comune bolognese, incapace, per  lotte e divisioni interne, di mantenere una sua indipendenza in un'Italia che si avvia al periodo delle Signorie. Ai Pepoli succedono i Visconti, contrastati dai Legati Pontifici, e i Bentivoglio. Nel 1506, Bologna viene assorbita nello Stato della Chiesa: iniziano per la città e il suo territorio lunghi secoli di stabile dominio e di relativa pace. Una nuova nobiltà si impadronisce delle campagne, costruendo prestigiose residenze che caratterizzano anche le propaggini del Contrafforte.
Nel 1796, l'esercito napoleonico conquista Bologna e il territorio del Reno entra a far parte prima della Repubblica Cisalpina e, poi, di quella Italiana (1802). Il Risorgimento e le sue vicende determinano echi locali di scarsa importanza, mentre le due guerre mondiali richiedono un pesante tributo di sangue, specialmente la seconda, durante la quale la popolazione viene direttamente coinvolta sul fronte di combattimento.

Badolo Tra il XII e il XIV sec. esiste, sulla cima del monte, una rocca posseduta alternativamente da feudatari e dal Vescovo di Bologna. La Parrocchiale e il Santuario subentrati rovinano nell'ultima guerra.
Battedizzo  Nel XII sec. sede di un castello tenuto anche dai Conti di Panico. Distrutto da una frana nel 1775.
Brento Insediamento forse di origine etrusca, diviene poi il "Castrum Brintum" romano, lungo la via "Flaminia militaris" per la Toscana: è distrutto nel VI sec. Risorge nell'Alto medioevo, come possedimento dell'Abbazia di Nonantola e poi del Vescovo di Bologna. Appartiene quindi ai Canossa; col Duecento entra nella sfera d'azione del Comune di Bologna. L'antica chiesa di S. Ansano di Brento, documentata nei primi secoli del cristianesimo e riedificata nel 1487, rovina per bombardamento nell'ultima guerra.
Livergnano L'insediamento è documentato dal 1209. Parte del borgo è addossato alla parete del M. Bellaria.
Monte delle Formiche Di una chiesa esistente col nome di S. Maria Barbarese si ha notizia nel 1078, quando sono documentati in loco possedimenti matildici. A metà del XII sec. compare la denominazione S. Maria di Zena, alla quale, dal sec. XV, si aggiunge quella di S. Maria del Monte delle Formiche. L'edificio distrutto dalla guerra era una ricostruzione del 1888. L'attuale è degli anni cinquanta. Nel vicino cimitero è sepolto Luigi Fantini (1895 - 1978) speleologo e paletnologo.

  

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pubblicato il 2012/05/28 17:59:00 GMT+2 ultima modifica 2021-09-28T09:21:53+02:00

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