Parchi, foreste e Natura 2000

Flora

Riserva regionale Monte Prinzera

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La flora delle ofioliti

Gli ambienti ofiolitici della riserva, ricchi di fascino per la loro aspra bellezza, rivestono un notevole interesse botanico, testimoniato dalle numerose esplorazioni avviate nel secolo passato e tuttora in corso. All'origine di una flora tanto preziosa é in primo luogo la particolare natura del substrato roccioso, carente di sostanze nutritive essenziali e caratterizzato dalla presenza di elementi come magnesio, nichel e cromo in concentrazioni tali da risultare tossiche; anche il colore scuro della roccia, che d'estate si arroventa al sole, contribuisce a rendere l'ambiente particolarmente inospitale per i vegetali. La selezione naturale ha qui agito in modo esemplare, facendo sí che alcune piante, per adattarsi, mettessero in atto precise modificazioni morfologiche e fisiologiche che, in molti casi, hanno portato alla differenziazione di nuove entità, esclusive della roccia ofiolitica. Gli ambienti rocciosi della riserva, dove la competizione tra specie vegetali é ridotta al minimo e sono frequenti stazioni con microclimi contrastanti, ospitano anche molte specie con una distribuzione attuale rara e frammentata, per le quali l'area protetta rappresenta una delle poche o anche l'unica stazione regionale. Desta stupore, inoltre, la presenza di piante che di solito vegetano sugli alti crinali appenninici: entità relitte discese a queste quote durante i freddi periodi glaciali e oggi rifugiate sulle rupi di poche isolate stazioni collinari con condizioni microclimatiche favorevoli. 

Le rupi e le praterie ofiolitiche

Fritillaria tenellaGli affioramenti ofiolitici e le praterie rocciose della riserva danno vita a un paesaggio brullo e severo, rivestito da un manto vegetale basso e discontinuo, punteggiato da pochi alberi stentati.
Gli anfratti delle rupi ospitano diverse specie di felci: alcune molto comuni (polipodio, felce rugginosa, falso capelvenere), altre, come Asplenium cuneifolium e Cheilanthes marantae, esclusive della roccia ofiolitica. Qui vegetano anche piante succulente fra cui la rara borracina di Mondoví (Sedum monregalense) e, molto localizzata, Cardamine plumieri, una crucifera dalla precoce fioritura che in regione compare solo su alcune ofioliti del parmense; d'estate si schiudono i bei fiori violetti della campanula soldanella, presente anche nelle praterie circostanti. Sulle rocce piú assolate fioriscono i grandi capolini gialli della rara scorzonera austriaca e quelli della costolina appenninica (Robertia taraxacoides), che di solito vegeta a quote piú elevate. Anche le aride pietraie e gli accumuli di detriti ofiolitici ospitano molte specie esclusive, le cui colorate fioriture estive ravvivano e in parte attenuano la severità del paesaggio: la bella linaiola dei serpentini, la minuartia a foglie di larice delle ofioliti, l'alisso di Bertoloni; agli inizi della primavera compaiono i capolini blu-violetti di vedovella dei prati e in estate, al crepuscolo, si aprono i profumati fiori color crema di silene paradosso, impollinati da farfalle notturne. Per molte di queste specie il Monte Prinzera rappresenta un importante limite geografico dell'areale di distribuzione. Quando la roccia é rivestita da un sottile strato di terreno, la copertura vegetale si fa piú uniforme e compatta e alle specie descritte si affiancano numerose graminacee e altre piante erbacee, spesso incluse nella flora regionale protetta: spillone lanceolato (Armeria plantaginea), cardo-pallottola coccodrillo (Echinops ritro), veronica spigata, garofanino silvestre, varie orchidee (Orchis mascula, O. morio e Ophrys apifera). Vere rarità che impreziosiscono questi ambienti sono, infine, la fritillaria, una liliacea dal bel fiore solitario, il tulipano montano, presente a una quota decisamente piú bassa rispetto alle abituali, il narciso a foglie strette (Narcissus radiiflorus) e il vistoso verbasco porporino; per quest'ultime due specie la riserva rappresenta l'unica stazione regionale. Nelle praterie ofiolitiche compaiono anche diversi arbusti nani come l'assenzio maschio, il citiso peloso e il profumato elicriso. Fra le specie legnose di taglia superiore é piuttosto diffuso il sorbo montano, che caratterizza il paesaggio ofiolitico con isolati individui bassi e contorti.

I boschi della riserva

Sorbo montanoCirca un terzo della superficie della riserva é occupato da boschi, situati a ridosso degli affioramenti ofiolitici oppure interposti alle praterie argillose del settore orientale. Si tratta nel complesso di querceti misti, tipici della fascia collinare, nei quali sono riconoscibili significative differenze. Sui terreni piú freschi e fertili, infatti, lo strato arboreo é ricco di specie, fra cui prevalgono carpino nero, roverella, cerro, e, piú localizzato, castagno; sporadici sono orniello, acero campestre, sorbo domestico, ciavardello e, a quote maggiori, sorbo montano; fra gli arbusti si riconoscono nocciolo, maggiociondolo, corniolo, madreselva pelosa e lantana. In questi boschi folti e ombrosi l'inizio della primavera é annunciato dalle ricche fioriture di erba trinità, dente di cane, primula, viola, anemone dei boschi e polmonaria, che ravvivano i toni ancora spenti della lettiera. Nel sottobosco si incontrano anche felce aquilina, elleboro odoroso e, in estate, i bei fiori penduli del sigillo di Salomone. Ben diverso é l'aspetto dei boschi che occupano i tratti aridi e assolati; lo strato arboreo, povero e diradato, é dominato dalla roverella, mentre un fitto mantello di arbusti di ginepro, biancospino, prugnolo, citiso, ginestra, rose selvatiche e rovi invade il luminoso sottobosco e si addensa ai margini. Fra le erbacee prevale il brachipodio, una graminacea che forma estesi tappeti aridi e ingialliti per buona parte dell'anno.

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pubblicato il 2012/05/28 17:59:54 GMT+2 ultima modifica 2012-05-28T19:59:00+02:00

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