Parchi, foreste e Natura 2000

Geomorfologia

Riserva regionale Sassoguidano

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Il paesaggio della riserva

Risalendo l'ampia valle del Panaro si apprezzano i caratteri tipici del paesaggio del medio Appennino emiliano: il fondovalle é accompagnato da versanti di natura argillosa dolcemente gibbosi, in cui la rada vegetazione si alterna a lacerazioni calanchive, bacini di frana e fronti di cave. Alzando lo sguardo verso i crinali, tuttavia, spiccano morfologie ben diverse: i versanti si fanno ripidi e la folta copertura boschiva si alterna ad affioramenti rocciosi di colore nocciola chiaro. La riserva si trova pienamente inserita in questo paesaggio, infatti le dirute pendici del Cinghio di Malvarone e della dorsale di Sassoguidano si stagliano sopra i pendii argillosi che scendono fino al fondovalle del Panaro. Questa imponente dorsale si sviluppa per circa 1,5 km trasversalmente alla valle del Lerna, ed é interrotta dalla profonda incisione operata dalle limpide acque del torrente; anche un suo piccolo affluente di destra ha creato, poco piú a sud, una stretta e pronunciata vallecola. A monte di questa incisione la valle prosegue con ripidi versanti boscati, in particolare sulla sinistra del torrente, dove si estende la riserva. L'area protetta offre altre interessanti peculiarità morfologiche. Alla sommità del crinale di Sassoguidano si aprono infatti pendii dolcemente ondulati, che definiscono un vero e proprio altopiano, simile a quello vastissimo che a breve distanza forma l'accogliente conca in cui sorge Pavullo. Questo composito territorio é ricoperto in gran parte dal bosco, costituito in prevalenza da querceti misti e vecchi castagneti da frutto, al cui interno si aprono radure, spesso punteggiate da alberi isolati, che segnalano piccole depressioni di natura carsica. Sul fondo di una di queste depressioni si raccolgono le acque che danno vita a un piccolo ambiente umido, lo stagno di Sassomassiccio, quasi asciutto nel periodo estivo ma ricco di interessanti specie vegetali e animali.

Argille, calcareniti e grotte

La complessità morfologica della riserva rispecchia quella della sua storia geologica. I terreni argillosi che si estendono alla base della dorsale sono composti da un eterogeneo complesso roccioso che deve la sua origine alle lunghe e tormentate vicende geologiche che hanno accompagnato il sorgere dell'Appennino. Sull'origine di questo antico complesso, che affiora con grandi estensioni in tutto il medio Appennino emiliano, i geologi hanno discusso a lungo; un tempo era noto con il nome di "Argille Scagliose", ma oggi viene suddiviso in numerose unità dai nomi diversi. La peculiarità di queste rocce, la cui origine sedimentaria si colloca tra il Cretaceo e l'Eocene (100-40 milioni di anni fa), risiede nell'assetto sconvolto e profondamente deformato, dove la prevalente matrice argillosa, a tratti vivacemente colorata, avvolge inclusi rocciosi calcarei e arenacei. La dorsale che domina i pendii argillosi é invece formata da calcareniti, che hanno avuto origine dalla sedimentazione di particelle in prevalenza calcaree su fondali marini profondi poche decine di metri durante il Miocene inferiore-medio (15-17 milioni di anni fa). Appartengono alla Formazione di Bismantova, un'unità geologica che prende il nome dalla rupe di dantesca memoria, che muove con il suo inconfondibile profilo il crinale tra i torrenti Secchia e Enza. Lungo la dorsale vari ingressi di grotte rivelano lo sviluppo di fenomeni di dissoluzione carsica. Molte grotte derivano dall'ampliamento di fratture preesistenti nella roccia (grotte tettoniche). Tra queste piccole cavità sono da segnalare quelle che si aprono, seminascoste tra la vegetazione, lungo il Cinghio di Malvarone, tra cui il Pozzo del cane morto, il Buco a E di Casa Malvarone, il Buco I e II dai Cinghi di Malvarone e la Grotta del Caldo (la maggiore, con uno sviluppo di 40 m e una profondità di 15 m). Altre cavità si trovano subito sotto il pianoro dell'oratorio di Sassomassiccio e nei dintorni della chiesa di Sassoguidano. In quest'area si osservano diverse doline di scarsa profondità, con forma elissoidale e fondo spesso pianeggiante: si tratta di morfologie carsiche superficiali, anche in questo caso derivanti dalla dissoluzione della roccia calcarea.

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pubblicato il 2012/05/28 17:00:20 GMT+1 ultima modifica 2012-05-28T19:00:00+01:00

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