Parchi, foreste e Natura 2000

IT4010005 - ZSC - Pietra Parcellara e Pietra Perduca

Superficie: 342 ettari
Province e Comuni interessati: PIACENZA (Bobbio, Travo)

Territorio confinante con IT4010011 ZSC

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4010005 (pdf157.36 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf53.01 KB)

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf9.22 MB)

Piano di Gestione (pdf124.01 KB)

Descrizione e caratteristiche

La Pietra Parcellara. Foto Mario Vianelli, archivio Servizio Valorizzazione e Tutela del Paesaggio della Regione Emilia-RomagnaSituata in sinistra della media Val Trebbia e adiacente ad altri siti analoghi per caratteristiche ambientali legate soprattutto alla natura del substrato geologico, l’area comprende un insieme di rilievi ofiolitici costituiti da diabasi portati a troneggiare, per erosione differenziale, sulle argille scagliose circostanti. E' il complesso ofiolitico più spettacolare della provincia di Piacenza per il suo imponente isolamento, nonché il più settentrionale ovvero prossimo alla Pianura Padana. Comprende Pietra Parcellara (836 m) e Pietra Perduca, formate da rocce compatte, Pietra Marcia (722 m.) e Pietre Nere costituite da sfasciumi. A questi quattro nuclei si aggiungono le pietraie che si trovano ad est di Pietra Parcellara, un tempo parzialmente interessate da una modesta attività di cava. L'area presenta un elevato grado di naturalità per la presenza di vegetazione in stadio dinamico di successioni naturali in atto (vegetazione rupestre, cespuglieti e praterie substeppiche). Oltre a questi tipi, sussistono con diffusione più sporadica e localizzata querceti meso-termofili e impianti di conifere, nonché zone umide con acque correnti o stagnanti. La notevole diversità ambientale e il ridotto grado di antropizzazione la rendono vocata ad ospitare presenze faunistiche diversificate e interessanti. L'interesse vegetazionale è dato dalla presenza di una flora rara e specializzata le cui specie o entità sottospecifiche si sono differenziate per adattamento al substrato serpentinoso e per le quali il sito rappresenta un'ottima area rifugio. Sono frequenti coltivi e fitocenosi ad elevata impronta antropica in modo tuttavia ben distinto dalle plaghe a più elevata naturalità, che ospitano cinque differenti habitat d’interesse comunitario, uno dei quali uno prioritario, diffusi su circa un quinto della superficie del sito, con netta caratterizzazione per praterie rocciose.

Vegetazione

L'ambiente rupestre ospita un certo numero di specie endemiche dei serpentini (serpentinofite), quali: Asplenium cuneifolium, Cheilanthes marantae, Minuartia laricifolia ssp. ophiolitica, Alyssum bertolonii, Linaria supina. Vegetano inoltre specie rare e protette anche se non strettamente legate al substrato ofiolitico: Melagride minore (Fritillaria tenella), specie rarissima ed estremamente localizzata su pendii rupestri e prati aridi; Orchide farfalla (Orchis papilionacea), qui nella sua unica stazione segnalata sul territorio piacentino e la Ballerina (Aceras anthropophorum), presente in sole due stazioni. Rare e legate alle rupi ofiolitiche, sono qui presenti Euphorbia spinosa ssp. ligustica e Linum campanulatum. Ai piedi delle rupi sono presenti lembi di boscaglia dominata da Carpino nero, con Roverella e Pero corvino (Amelanchier ovalis), nonché impianti di conifere a pino nero. I cespuglieti sono caratterizzati da Ginepro, Biancospino e Perastro. Tra le specie protette, sono segnalate Tulipa australis, Saxifraga paniculata, Sempervivum arachnoideum, Sempervivum tectorum, Doronicum columnae, Campanula medium, Dianthus carthusianorum, Spiranthes spiralis, Neottia nidus-avis, Cephalanthera rubra.

Fauna

Tra gli uccelli, nelle aree prative e di ecotono nidificano Tottavilla (Lullula arborea), Calandro (Anthus campestris), Ortolano (Emberiza hortulana), Averla piccola (Lanius collurio). E’ probabile la nidificazione di Succiacapre (Caprimulgus europaeus), Albanella minore (Circus pygargus) e Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus). Le ripide pareti rocciose sono ideali siti di nidificazione per alcuni rapaci diurni, tra i quali Gheppio (Falco tinnunculus), Sparviere (Accipiter nisus), Biancone (Circaetus gallicus), Poiana (Buteo buteo) e Astore (Accipiter gentilis). Nidificano inoltre Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros), Sterpazzolina (Sylvia cantillans), Sterpazzola (Sylvia communis), Zigolo nero (Emberiza cirlus) e Strillozzo (Miliaria calandra). Nelle coltivazioni tradizionali circostanti sono ancora presenti Starna (Perdix perdix) e Pernice rossa (Alectoris rufa), quest'ultima probabile nidificante. Tra gli invertebrati, sono presenti il Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) e i Coleotteri forestali Cerambyx cerdo e Polyphylla fullo; tra gli anfibi il Tritone crestato (Triturus carnifex) e, in antichissime raccolte d'acqua modellate sulla roccia, il Tritone alpestre (Triturus alpestris). Tra i rettili, degna di nota è la presenza della Luscengola (Chalcides chalcides) specie rara in regione con popolazioni isolate legate a zone con bioclima submediterraneo. Tra i chirotteri sono presenti Vespertilio di Daubenton (Myotis daubentoni), Serotino comune (Eptesicus serotinus) e Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii).

Per saperne di più

Geositi: Pietra Parcellara

Geositi: Pietra Perduca

Itinerari geologici

Flora piacentina

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf1.29 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 09:40:00 GMT+1 ultima modifica 2022-09-08T16:26:59+01:00

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