Parchi, foreste e Natura 2000

IT4020026 - ZSC - Boschi dei Ghirardi

Superficie: 306 ettari
Province e Comuni interessati: PARMA (Albareto, Borgo Val di Taro)

Il sito si sovrappone quasi interamente alla Riserva naturale regionale Ghirardi

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4020026 (pdf218.73 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia occidentale 

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf2 MB) 

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf15.26 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Progetto LIFE EREMITA

Piano di Gestione (pdf13.69 MB)

Descrizione e caratteristiche

Querceto misto con ciliegi in fiore. Foto Maurizio Sirotti, Ecosistema - archivio Servizio Sistemi informativi geografici RERSito di tipo francamente collinare (quote comprese tra 500 e 640 m), si trova in realtà nel cuore dell’Appennino parmense, adagiato sul largo versante sinistro idrografico del Taro esposto a meridione che fronteggia Borgo Val di Taro. Include il basso corso dei torrenti paralleli Remola e Rizzone, con l’interclusa Costa dei Rossi e si attesta come uno degli ultimi capisaldi del paesaggio tradizionale appenninico emiliano di tipo rurale. Esempio inconsueto di territorio montano interno a quote basse, presenta aspetto di morbido mosaico con foreste, prati, arbusteti e larghi alvei torrentizi aridi e sassosi. L’agricoltura montana di tipo estensivo, ricca di margini naturali, ha conservato esemplari monumentali di roverella in filare o isolati e fitte siepi. Sono presenti numerosi piccoli stagni di frana e alcune plaghe calanchive. La collocazione topografica e le condizioni geomorfologiche favoriscono la conservazione della biodiversità e l’alternanza di ambienti centroeuropei continentali e mediterranei caldo-aridi. Questa variabilità ecologica permette una concentrazione di specie animali e vegetali superiore a quelle delle zone circostanti ma nonostante gli studi sulla fauna e la flora siano in fase avanzata, ancora non è possibile quantificare il numero di specie presenti. Il contesto forestale (o agro-forestale) dominante trova nel corrispondente piano di assestamento lo strumento gestionale principale.
Gli habitat più rappresentativi sono i ginepreti e le lande a Calluna, intervallati a praterie aride ricche di orchidee e di avifauna che vi si alimenta. Il bosco, inquadrato nell’orizzonte dei querceti misti submesofili, presenta soprattutto castagneti e cerrete, più qualche buon esempio di tilio-acereto di forra e la vegetazione riparia legnosa a salici arbustivi. Completa il quadro degli 8 habitat d’interesse comunitario presenti (tre prioritari)  un ambiente di prateria mesofila continentale da fieno, per un totale complessivo corrispondente al 12%  circa della superficie del Sito

Vegetazione

La varietà di paesaggi naturali favorisce lo sviluppo di una flora ricca ed interessante, inquadrabile essenzialmente in un contesto di tipo forestale ascrivibile alla cerreta. Al cerro, specie dominante, si associano, a seconda della zona, roveri, farnie, carpini bianchi, e non mancano di aceri ricci, montani ed opali, faggi, tigli e pioppi tremoli. Sono presenti esemplari monumentali di rovere, farnia, roverella e cerro. Estremamente numerose le specie secondarie, dal sorbo comune al sorbo montano, dal ciavardello al melo selvatico al perastro, nonché di arbusti diffusi nei radi boschi di cerro, come il raro melo fiorentino. La contiguità al complesso caotico delle argille scagliose di substrati marnoso-arenacei e la rinaturalizzazione in atto di antiche colture favoriscono il rigoglio di formazioni prative ed erbaceo-arbustive particolarmente ricche di orchidee (ben 33 specie), dalla rara Serapias neglecta alla grande Orchis purpurea, dalla vistosa Epipactis palustris alla tardiva Spiranthes spiralis. Segnalate anche Ophrys apifera, O. insectifera e O. bertolonii e la rara, poco appariscente Epipactis microphylla. La dissfusione di ambienti diversificati induce da un lato la presenza di specie montane centroeuropee tipiche dei climi freddi (Fagus sylvatica, Dactylorhiza sambucina, Traunsteinera globosa), dall’altro di specie mediterranee, come Erica arborea. Preziose per la loro vistosa fioritura sono infine specie non comuni come il Giglio di S. Giovanni, la Genziana cruciata, il Croco, il Campanellino, la Scilla bifolia, il Dente di cane, Iris graminea.

Fauna

Puzzola (Mustela putorius). Foto Maurizio Bonora, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Il Sito costituisce rifugio per molti animali, ed anche per essi la varietà ambientale costituisce un fattore di diversificazione. Tra i mammiferi è presente un chirottero di interesse comunitario: il Chirottero Ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros) e non manca una ricca popolazione di cinghiali, daini, caprioli e, più difficili da osservare, Ghiro, Volpe, Tasso, Faina, Puzzola (Mustela putorius) e Donnola. Anche il piccolo Scoiattolo (Sciurus vulgaris) vi trova habitat ideale, e di recente ha fatto la sua comparsa anche l’Istrice (Hystrix cristata). Per l’avifauna sono presenti specie mediterranee (Circaetus gallicus, Merops apiaster) accanto a specie montane centroeuropee (Accipiter gentilis, Turdus philomelos, Anthus trivalis, Scolopax rusticola) e sono segnalate 15 specie di interesse comunitario di cui cinque nidificanti: Averla piccola, Biancone, Falco pecchiaiolo, Ortolano, Succiacapre. Tra gli anfibi si annoverano il Tritone crestato (Triturus carnifex), specie di interesse comunitario, il Tritone alpino (Triturus alpestris), il Tritone punteggiato (Triturus vulgaris), la Rana appenninica (Rana italica). Scarse e da integrare sono le informazioni sulla erpetofauna: oltre a natrici, biacchi e saettoni, risultano presenti la coronella austriaca e la luscengola. L’ittiofauna è rappresentata da due specie di interesse comunitario: Barbo canino (Barbus meridionalis) e Vairone (Leuciscus souffia) ed è segnalato anche il Ghiozzo padano. Tra gli invertebrati, non mancano le tre specie forestali di interesse comunitario più diffuse: i coleotteri Cerambyx cerdo e Lucanus cervus e la farfalla Euplagia quadripunctaria.

Per saperne di più

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf1.88 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 10:40:00 GMT+2 ultima modifica 2022-08-17T13:00:28+02:00

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