Parchi, foreste e Natura 2000

IT4090005 - ZSC-ZPS - Fiume Marecchia a Ponte Messa

Superficie: 265 ettari
Province e Comuni interessati: RIMINI (Pennabilli, Sant'Agata Feltria)

Territorio confinante con  IT4090006 ZSC-ZPS

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4090005 (pdf146.71 KB)

Note esplicative al formulario (pdf1.26 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf226.03 KB)

Misure Specifiche di Conservazione e Piano di Gestione - Quadro conoscitivo (pdf11.95 MB)

Misure Specifiche di Conservazione e Piano di Gestione - Realizzazione (pdf3.59 MB)

Seleziona dal Riepilogo le Misure regolamentari del settore agricolo previste nel Sito e cartografate (visualizzabili in formato KMZ e scaricabili in formato SHP) 

Descrizione e caratteristiche

Bosco ripariale di pioppo nero e salici (habitat 92A0) su piani diversi, substrato ghiaioso e periodicamente inondato, caratteristico della fascia collinare. Foto Stefano Bassi, archivio personaleIl sito individuato dalla Regione Emilia-Romagna riunisce nel medesimo SIC-ZPS (dal 2019 ZSC-ZPS) i settori ricadenti in Comune di Pennabilli e di Sant'Agata Feltria dei precedenti marchigiani SIC Valmarecchia tra Ponte Messa e Ponte Otto Martiri (it5310001) e ZPS Valmarecchia (it5310032), unificando e uniformando in 265 ettari una superficie precedentemente pari a 312 ettari, in territorio di confine con la Toscana (isola amministrativa di Badia Tedalda) e col Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello.
Adiacente al grande Versanti occidentali del Monte Carpegna, Torrente Messa, Poggio di Miratoio corrispondente al Parco, il piccolo sito in questione ha caratteristiche omogenee di tipo fluviale e fu individuato al preciso scopo di tutelare ambienti ripariali non comuni e una ricca popolazione di Gambero di Fiume ancora presenti tuttavia in un contesto di rapida seppur sotto controllo espansione antropico-insediativa. Presso la frazione di Ponte Messa (insediamento più antico dell'Alta Valmarecchia, frequentato fino al medioevo e ripopolato solo di recente anche come scalo industriale per la comoda giacitura pianeggiate e per l'importante snodo stradale), la valle si presenta come un vero e proprio teatro naturale circondato dalle alture di Pennabilli, Badia Tedalda e Casteldelci. 
Ormai prossimo alla testata della valle, alla base dell'erta che come un tridente risale ai valichi della Cantoniera (Marche), delle Balze (Romagna) e a quello transappenninico e toscano di Viamaggio, il Marecchia si presenta come un fiume con letto ghiaioso molto ampio, a corso semipianeggiante, in ambiente submontano di vallata interna e larga.  Vi confluiscono corsi d'acqua di analoga portata - a questo livello così interno della valle - anche se la quota (350 m s.l.m.) è già collinare, vale a dire il Rio della Rocca (di Rocca Pratiffi) e il Torrente Messa, tra i principali affluenti dell'Alto Marecchia insieme al Senatello, il cui ambiente di confluenza chiude il sito a monte.
Il Marecchia è qui fiancheggiato da foreste ripariali di salici appartenenti a specie diverse (Salix alba, S. purpurea, S. triandra). Sui terrazzi laterali maggiormente consolidati si sviluppano boschi di Almus glutinosa, dell'associazione Alno-Fraxinetum oxycarpae. Importanti sono gli arbusteti del mantello di vegetazione a Hippophae rhamnoides e Juniperus communis su ghiaie e sabbie fluviali dell'Appennino, con specie e aggruppamenti - caratteristici quelli di tipo mediterraneo - non comuni nel territorio circostante. Riguardo la specie Austropotamobius pallipes, si presume la presenza di una popolazione sparsa, non isolata ma ai margini dell'area di distribuzione, di cui è stato accertato, in passato, uno stato di buona conservazione che andrà comunque valutato nel corso dei futuri monitoraggi da eseguire nel sito.
Sistemazioni idrauliche nel letto del fiume, accesso di mezzi meccanici, attività estrattiva, prossimità di centro abitato con attività industriali e artigianali in espansione sono le principali fonti di disturbo agli habitat e minaccia per la sopravvivenza delle specie.
12 tipi di habitat d'interesse comunitario, dei quali 4 prioritari, ricoprono circa il 36% del territorio, con prevalenza per i tipi ripariali e forestali-arbustivi, anche se non mancano bordi prativi di rilevante interesse. Tali habitat si presentano con una facies locale tipica, a carattere mediterraneo indotto da condizioni steppiche ma non privi di riferimenti altomontani.

Vegetazione

Rami di olivello spinoso (Hippophae rhamnoides). Foto Nicola Merloni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003La cartografia provinciale (PU 2009) della vegetazione riporta numerosi tipi forestali, tra i quali cerrete termofile dell'Acer obtusati-Quercetum cerris,  roverelleti del Peucedano cervariae-Quercetum pubescentis e ostrieti dello Scutellario columnae-Ostrietum carpinifoliae, tutti localizzati verso i bordi del sito. Sono infatti i tipi ripariali a caratterizzarne il cuore, al culmine di serie vegetazionali che dal greto ghiaioso risalgono e mosaicano terrazzi a differente consolidamento. Si tratta di saliceti e pioppeti del Salici albae-Populetum nigrae e del Rubo ulmifolii-Salicetum albae, questi ultimi più affini agli ontaneti, in realtà non meglio definiti che aggruppamenti ad Alnus cordata anche se le relazioni con gli Alno-Frassineti (di terreni più freschi e profondi) sono comunque evidenti.
Dalle ghiaie incoerenti e rimaneggiate dalle piene al bosco ripariale la serie passa per vegetazioni erbacee dei greti consolidati, con xerobrometi a Centaurea bracteata e pratelli dell'Agropyro repentis-Dactyletum glomeratae, a bordi elofitici del Phragmiti-Tiphaetum minimae e ad arbusteti di salici del Salicetum eleaeagni.  Ma la caratteristica peculiare del greto del Marecchia sta in quelli che la carta definisce "microboschi pionieri" - con allusione alla persistente tenacia della formazione - di Olivello spinoso e Ginepro comune, mentre le rive franose a deposito argilloso sono invase da praterie alte dell'Arundinetum plinianae.  Mediterraneo e calanchi spingono sin qui la loro influenza, popolando gli ambienti di specie e aggruppamenti difficilmente inquadrabili nelle forme di interesse comunitario tipiche: lo Junipero-Hippophaetum descritto per l'alto Adriatico è quello relitto su duna "continentale", qui invece è l'ambiente di valle montana a stemperarsi di sclerofille xerotermofile splendidamente adattabili alle ghiaie (c'è anche Ligustro, Piracantha) per il momento più convenientemente assegnabile ai tipi del 5130-5210 (ginepreti) o del 3240 (saliceti arbustivi).
Dunque non stupisca la presenza di piccole tife (T. minima e T. laxmannii), di Ononis natrix o delle ciperacee Isolepis setacea e Carex oederi  a colonizzare i recessi di ristagno idrico, prevalentemente argillosi; di Plantago maritima in grado di risalire il corridoio del Marecchia dagli ambienti costieri o all'opposto dell'orofitica Carduus personata, ma anche dell'orchidea Epipactis palustris presente un tempo anche sulle sabbie costiere ma riscontrabile oggi solo ai bordi dei torrenti appenninici montani.

Fauna

Esemplare di gambero ucciso dalla peste: si tratta del fungo Aphanomyces astaci, parassita del Gambero americano, che decolora e rende molle l'intera corazza dell'animale fino alla morte. Letale per la specie locale e in espansione, è probabilmente l'attuale principale e ancora incontrollabile minaccia. Foto Stefano Bassi, archivio personaleL’avifauna degli ambienti ripariali in Alta Valmarecchia annovera tre specie di interesse comunitario (mancano riferimenti precisi per la nidificazione) cioè il tipico Martin Pescatore, il rapace Nibbio Bruno e la Averla piccola che si trova in generale regresso, più ulteriori presenze caratteristiche quali Piro piro culbianco, le due Ballerine bianca e gialla, l'Usignolo di fiume e il Gabbiano comune.
Sono ovviamente gli animali acquatici a destare il maggior interesse, anzitutto il Gambero di Fiume con una ricca popolazione sparsa, non isolata ma al margine dell'areale di riferimento che occupa l'Europa occidentale. I pesci sono rappresentati da almeno quattro specie di interesse comunitario, dal Vairone alla Savetta ai due Barbi.
Effettivamente, al di là di imprecise segnalazioni di presenza del Ramarro e del Rospo comune, non si dispone di un quadro faunistico dettagliato. Sicuramente c'è il chirottero Myotis daubentoni legato agli ambienti fluviali e l'istrice, ormai diffuso pressochè ovunque.
Si segnala infine la presenza di Hyles hippophaes, una farfalla notturna rara e localizzata, legata ad ambienti sassosi e caldi principalmente greti dei fiumi e colline basse dove cresce la pianta nutrice, Hippophae rhamnoides.

Per saperne di più

Fiume Marecchia

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf3.76 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

ultima modifica 2022-09-08T16:24:06+01:00
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